Il travaglio e la “perfetta collaborazione tra mamma e bambino”

Il travaglio e il ruolo degli ormoni nella donna e nel bambino. Scopriamo come agiscono nell’alchimia del “primo incontro” con il nostro bambino.

Neonato nelle braccia della mamma, poco dopo il parto

La fase del travaglio è sicuramente fonte di pensieri per la mamma. Pensieri ambivalenti: da una parte si è consapevoli che “dopo” il travaglio finalmente potremo abbracciare il nostro bambino, dall’altra c’è l’ansia, la paura anche solo di ciò che non conosciamo, che non possiamo prevedere.

Ossitocina e travaglio

La paura è naturale e fisiologica, soprattutto nell’ultimo periodo della gravidanza, dove anche l’attività onirica notturna è più complicata.

Ma così come la paura e l’ansia sono fattori naturali, e in quanto tali vanno accolti e non contrastati, lo stesso discorso vale per gli ormoni che la “macchina” della Natura fa scattare in noi e nel nostro bambino, quegli ormoni che ci predispongono al parto e alla nascita.

Sul sito Gravidanza Consapevole, di Bianca Buchal, che si occupa da anni del tema della vita prenatale, abbiamo trovato una descrizione chiara ed emozionante di quello che succede nel nostro corpo, malgrado noi, nella fase conclusiva della gravidanza: “Nell’organismo materno si verifica la secrezione di una serie di ormoni, secrezione alla quale concorre anche il bambino. Gli ormoni in questione sono quelli che andranno a dare il via al travaglio. L’ormone principale è l’ossitocina, prodotta sia dalla donna che dal bambino. Questo dimostra che in questa importante fase vi è, fra i due, una perfetta e meravigliosa collaborazione.”

Cosa succede esattamente al bambino? “Per il piccino non si tratta soltanto di prepararsi all’enorme sforzo fisico necessario per superare tutte le difficoltà del passaggio attraverso il canale del parto, ma anche dell’incontro con un ambiente totalmente nuovo al quale dovrà adattarsi”.

E alla mamma? “Per la donna, la serie di ormoni dà il via al travaglio, dapprima con doglie leggere e distanziate, che gradatamente si intensificano in dolore e in frequenza. Questa fase può avere una durata variabile, ma la donna, facendosi coraggio, sa che deve affrontare e sopportare pazientemente questo processo; comunque, ognuna ha un proprio ritmo da seguire e le persone che assistono lo devono rispettare…”

Oltre all’ossitocina, in risposta al dolore del travaglio, l’organismo della donna produce “endorfine“, analgesici naturali, conosciuti anche come “ormoni della gioia”. Ed infine, altro ormone fondamentale nel travaglio è l‘adrenalina, senza la quale le donne non avrebbero la forza per affrontare le contrazioni, ma che deve essere però non prodotta in maniera continua, altrimenti inibisce la produzione di ossitocina e endorfine, importante è infatti l’emissione ritmica.

Infine, una volta avvenuta la nascita, sarà la prolattina ad avere un ruolo da protagonista, perchè necessaria alla produzione di latte.

Come è evidente, la natura sembra aver pensato veramente a tutto, nei minimi particolari! Purtroppo però sono diversi i casi in cui la stessa andrà aiutata dalla medicina, per motivi che vanno dalla scelta personale, e per questo insindacabile, a motivi di salute della mamma e/ del bambino.

Quello che noi di Universo Mamma ci auguriamo, è che ciò avvenga solo quando sia realmente necessario, e che di consequenza il parto sia sempre più vissuto come evento fisiologico, che ogni donna è in grado di affrontare, grazie proprio alla Natura…

Firma: Claudia Lauricella

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