Inglese e matematica, gli italiani tra i peggiori al mondo

Secondo una ricerca dell’Ocse, gli italiani sono i peggiori al mondo in inglese e in matematica.

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Mamme e papà, siete curiosi di sapere come ci piazziamo rispetto agli altri paesi parlando di scuola e formazione dei nostri ragazzi?

Come andiamo ad esempio noi italiani in inglese e matematica?

Siamo pessimi, come risulta da lavoce. info che ha riportato i dati della prima indagine Piaac dell’Ocse (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) sulle competenze dei cittadini tra i 16 e i 65 anni di 24 paesi del mondo.

L’Italia ha fatto una figura davvero penosa, considerando che i test linguistici e matematici erano uguali per tutti:

  • classificata tra gli ultimi posti per quanto riguarda la matematica
  • addirittura ultimi per le capacità linguistiche.

Tra i primi al mondo? Giappone e Finlandia.

Ovviamente questo è il risultato di tagli all’istruzione sia negli istituti superiori sia nelle università, ma è il quadro in generale della scuola italiana che deve essere riformato.

Il problema non riguarda però solo chi ha un grado di sapere basso, ma anche coloro che lavorano: segno che le aziende investono poco in formazione e che hanno uno scarso tasso di innovazione.

Anche negli Stati Uniti e in Francia il livello medio della matematica per esempio non è eccellente, ma qui si brilla per il post-lauream.

Altro dato interessante e allarmante allo stesso tempo è che sempre in Italia abbiamo:

  • una percentuale molto elevata di lavoratori under-skilled, cioè che non hanno le competenze per il lavoro che occupano,
  • una altrettanto elevata la percentuale di quelli over-skilled, cioè addirittura troppo qualificati per la mansione che ricoprono.

La soluzione è molto semplice: provare ad investire maggiormente sulla formazione del personale, che in questo modo può diventare più competitivo a livello per lo meno europeo, e ancora prima nella scuola.

Come possiamo sperare di restare un paese moderno se i nostri giovani non riescono a stare al passo con i loro coetanei giapponesi o americani? In un mondo sempre più globalizzato, dove la competizione è sempre più accanita, ormai accontentarsi non basta più.

E a giudicare invece da questi dati, ci accontentiamo di essere mediocri.

Che ne pensate? Ne eravate coscienti?

Firma: Valentina Colmi

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