Come interrompere una gravidanza

Essere donna vuol dire dover scegliere anche di interrompere una gravidanza. L’aborto come facoltà o necessità, ed il rispetto per una difficile scelta.

Nel nostro Paese la legge consente di interrompere la gravidanza, naturalmente se la donna lo desidera, per questo è importante che la diagnosi prenatale venga effettuata prima possibile nel corso della gravidanza.

Ragazza preoccupata

Se hai rapporti e usi una precauzione come il “coito interrotto” o “la conta dei giorni”, può accadere che si rimanga incinta. Fin dal primo giorno di ritardo puoi eseguire un test di gravidanza sulle urine in un laboratorio di analisi pubblico (con la richiesta del tuo medico di famiglia) o privato. Oppure puoi scegliere un test acquistabile in farmacia.

Se il test di gravidanza è positivo e vuoi fare un aborto è necessario che ti rivolga a un medico, che può essere il ginecologo del consultorio, ma anche il tuo medico di famiglia o un qualunque medico di cui ti fidi.

Per la legge italiana l’aborto è consentito nei primi 90 giorni di gestazione (a partire cioè dal primo giorno dell’ultima mestruazione), che corrisponde in termini ecografici a 12 settimane e 6 giorni. Attenzione, perché se l’ultima mestruazione è stata molto scarsa, potresti essere incinta dal mese precedente e avere quindi meno tempo per fare l’aborto.

Il medico è tenuto per legge a:

  • esaminare altre possibili soluzioni all’aborto,
  • metterti a conoscenza dei tuoi diritti se decidi di portare avanti la gravidanza,
  • parlare con il tuo partner se lo desideri.

Al termine del colloquio, sempre la legge prevede che egli ti inviti a un periodo di riflessione, non inferiore a 7 giorni, e che ti rilasci un certificato che attesti l’avvenuto colloquio.

In molti consultori il personale propone anche di parlare con l’assistente sociale o con lo psicologo, ma non è la legge che lo prevede.

Nella maggior parte degli ospedali è possibile eseguire l’aborto in regime di day hospital: si entra, si esegue l’intervento e si esce dopo poche ore. E’ inoltre possibile, di solito, scegliere se eseguirlo in anestesia generale o in anestesia locale.

Il metodo più utilizzato è quello di Karman che prevede l’aspirazione del contenuto uterino, seguita spesso da una cauta pulizia delle pareti dell’utero con un “cucchiaio” metallico.

Certamente non una scelta facile, ma l’importante è farla con coscienza, avendo ricevuto tutte le informazioni necessarie per compierla…

Firma: Carlotta Guglielman

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