Interruzione di gravidanza: un “passaggio” che può essere doloroso

L’interruzione di gravidanza, sia che sia volontaria sia che sia spontanea, può portare ad un momento di difficile gestione delle emozioni, per questo non bisogna aver paura di chiedere aiuto.

L’interruzione di gravidanza è un evento che capita nella vita di molte donne.

Donna depressa in un letto, dopo un aborto

Ci sono diverse motivazioni per cui ci si possa trovare a dover praticare un’interruzione di gravidanza, tutte comunque tutelate dalla legge italiana. Nel corso degli anni, le donne hanno lottato per vedersi riconoscere il diritto a poter decidere del proprio corpo, e a prescindere dalle posizioni (tutte rispettabili) delle singole persone, è importante che nel nostro paese ci sia riconosciuta la possibilità di scegliere.

Ciò non significa che la scelta, sia se non si voglia portare avanti una gravidanza per motivazioni personali,  sia che si verifichi un aborto spontaneo (le statistiche parlano di circa il 15% delle gravidanze), non sia comunque un evento di forte impatto su chi si trovi coinvolto, e che non resti come qualcosa che vada attraversato ed elaborato. Già doversi trovare a decidere, se portare avanti o meno una gravidanza, comporta uno stress emotivo, per non parlare dei naturali cambiamenti sul piano fisico-ormonale che investono una donna in stato interessante.

Per questo motivo, a seguito di un’interruzione di gravidanza, può rendersi necessario un momento di riflessione intorno a quanto accaduto, un  confronto con altre donne che si siano trovate nella stessa situazione, o con qualcuno che sappia ascoltare il disagio (qualora si manifesti) e aiutare a superare il momento difficile (nei casi più complessi, si parla addirittura di una sindrome post aborto)

Nel corso degli anni, si sono formate diverse associazioni con lo scopo di supportare le donne  che abbiano dovuto affrontare un’interruzione di gravidanza.

Nel caso in cui non ci si voglia rivolgere ad un’associazione o ad un gruppo di sostegno, rimane comunque valida la possibilità di recarsi presso uno specialista, uno psicoterapeuta, che sia in grado di comprendere il disagio, di fornire nuovi strumenti attraverso i quali elaborare l’accaduto, e che consenta quindi di tornare a vivere con serenità. Per le piu’ giovani e per chi non può sostenere una spesa fissa, che può essere consistente, il consiglio è di rivolgervi ai consultori, dove troverete psicologi pronti ad ascoltarvi.

In ogni caso, non sottovalutate l’aiuto e l’ascolto

Firma: Gioia Salvatori

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