“Juno” e la scoperta delle gravidanza (VIDEO)

Un’adolescente incinta alla ricerca di un nido per il suo “fagiolo”, scoprirà che le apparenze possono ingannare e a riconoscere le proprie potenzialità.

junoUn gravidanza può essere un pensiero spaventoso. Le aspettative, le responsabilità, il cambio di vita, magari imprevisto, sono tutti elementi che possono pesare, sopratutto sulle fragile spalle di una ragazza adolescente. Questo è l’intro al film Juno.

Juno è una ragazza di 16 anni, sveglia e in gamba, che resta incinta del suo compagno di scuola Paulie, stralunato e un po’ strano, cotto totalmente di lei. Quel piccolo gesto d’amore gli ha donato un “fagiolo”, come lo chiama lei, totalmente inatteso.

La famiglia, composta da papà, matrigna e sorellina, tutti e tre simpatici e fuori dal mondo, la supportano ma Juno non ne vuole proprio sapere di crescere quel bambino inatteso. Dopo aver fatto un pensiero distratto all’aborto, subito scartato, Juno decide di affidare quel “fagiolo”, non appena sarà nato, a Mark e Vanessa, una giovane coppia di sposi.

I due sono belli, affermati e ricchi, manca loro solamente un figlio che non è mai arrivato: la famiglia ideale dove far crescere un bambino.

Durante i mesi della gravidanza, la ragazza decide di conoscere meglio i futuri genitori del “fagiolo” ma, causa l’intelligenza e la spensieratezza di Juno, la coppia inizierà a scricchiolare, mettendo in discussione il futuro programmato della ragazza.

Juno è un film brillante e intelligente, scritto da Diablo Cody, ex spogliarellista che con questo film firma il suo esordio oltre a vincere un Oscar, e diretto da Jason Reitman, figlio d’arte che racconta perfettamente i vari personaggi presenti. Il film riesce a parlare di un tema delicato come una gravidanza indesiderata, aggravata da una protagonista adolescente, senza cadere in luoghi comuni, posizioni politiche o estremismi religiosi. Una racconto lineare che si interroga sulle qualità di una madre e l’importanza di un nucleo familiare stabile.

Juno rappresenta perfettamente le paure e le preoccupazioni di una mamma che non si sente pronta ad avere un bambino. Il bisogno di chiamare il feto “fagiolo” è il pallido tentativo della protagonista di allontanare una realtà che non riesce ad accettare e da cui vorrebbe scappare, utilizzando l’ironia come arma di difesa. Questo distaccamento, però, in qualche modo la rende una madre amorevole. Non riesce ad abortire, consapevole che ciò che porta in grembo è una vita, né si fida delle crepe che intravede nella coppia apparentemente perfetta.

Dall’altra parte, Mark e Vanessa sembrano due genitori perfetti. Lei con un istinto materno palpabile, lui un padre allegro e giovane, desideroso di condividere le sue passioni con il figlio. La coppia che tutti vorrebbero essere, quella a cui gli altri si ispirano e che invidiano. Una famiglia all’esterno perfetta ma che, se osservata dall’interno, rileva una serie di problemi nascosti. In contrapposizione a questa coppia “da copertina”, fa capolino quella di Juno, assolutamente fuori dagli schemi, bizzarra e strana, ma che riesce comunque ad essere vicina alla figlia in difficoltà e a supportarla, nonostante l’ostentazione di sicurezza della ragazza, in quel momento così difficile e delicato.

Juno diventa così un ritratto frammentario della famiglia perfetta. Se riusciamo a cogliere i vari pezzi sparsi nella storia e negli atteggiamenti dei personaggi, scopriamo che la famiglia ideale è quella presente quando c’è bisogno, che mette a disposizione tutta sé stessa e accetta l’altro nonostante tutto, mentre la madre ideale è semplicemente quella che è preoccupata per il suo bambino. Perciò, se certe volte non vi sentite all’altezza del ruolo di genitore, non demordete perché quella paura sarà la spinta che vi porterà a migliorare come mamme e papà.

E ora, il trailer del film Juno.

Invece, se volete guardare al lato divertente della gravidanza, vi consigliamo questa serie di vignette esilaranti.

Quali sono state le vostre paure, unigenitori?

Firma: Andrea Mondati

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