La depressione post parto può colpire anche i papà

A volte sono gli uomini a soffrire di depressione per la nascita di un figlio. Una ricerca mostra come anche loro possono sviluppare sintomi depressivi e quanto è importante non sottovalutarli.

La depressione perinatale è una patologia ben conosciuta per le neo-mamme, ve ne abbiamo parlato ponendo l’accento sulla sua diffusione di certo maggiore di quanto si possa immaginare.

Si parla però pochissimo del fatto che anche i papà possono sviluppare sintomi depressivi.

Accade quindi che lei partorisce ma è lui ad andare in depressione, e se si tratta di un neo papà giovane il rischio che questo accada aumenta.

Questo è quanto riportato in uno studio pubblicato sulla rivista “Pediatrics“.

La ricerca condotta da un team della  Northwestern University’s Feinberg School of Medicine ha coinvolto più di 10.000 uomini durante un ampissimo arco temporale, ben 23 anni, col fine di stabilire la connessione tra paternità e depressione.

I risultati mostrano che:

  • gli uomini che diventano papà intorno ai 25 anni hanno fino al 68% di probabilità in più di cadere in depressione durante i primi 5 anni di paternità, rispetto alla restante popolazione maschile
  • sui padri che vivono separati dai loro figli i sintomi progrediscono meno che sui padri presenti.

Può avvenire per gli uomini che il cambiamento improvviso avvenuto con la nascita del bimbo possa provocare un sentimento di perdita, un paradosso apparente ma così non è.

Molto spesso l’uomo soffre dei cambiamenti forti che si riflettono sulla coppia come:

  •  il meno spazio per l’eros
  •  il prevalere nella donna dell’istinto materno e la conseguente perdita dell’esclusività del rapporto a due

e la reazione a questa perdita, a volte vissuta come un vero e proprio “lutto“di coppia, avviene in silenzio, e per questo la depressione passa inosservata. 

La situazione va compresa e risolta al più presto, altrimenti possono essere innescati meccanismi negativi:

  • per la salute individuale,
  • per la salute della stessa coppia,
  • per il benessere del bambino, il quale assorbe tutti gli effetti negativi.

Cosa può fare allora una donna/mamma?

Sicuramente le attenzioni, anche se più rare, possono essere di grande aiuto. Prestare attenzioni può rappresentare un gesto semplice ma estremamente prezioso soprattutto se queste saranno date al momento giusto.

Altro consiglio, potrebbe essere quello di non assumere un atteggiamento troppo critico verso di lui, rimproverare mancanze o far pesare aspettative allontana la coppia ed alimenta il silenzio.

Dimostrare al proprio uomo/padre di essere dispiaciuta degli spazi di intimità persi, ma di essere disponibile ed aver bisogno quanto lui di crearne di nuovi. 

E a voi unipapà è successo? Come avete affrontato la situazione? Ne avete parlato? Ve ne siete accorti?

E voi unimamme, ne sapete qualcosa?

Parliamone, se vi va!

Firma: Manuela Leone

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