La guerra delle tabelline è scoppiata: impararle a memoria è inutile

Una ricercatrice, professoressa in matematica, spiega perchè imparare le tabelline a memoria, e col cronometro, sia un metodo disastroso.

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Scoppia un caso nel Regno Unito. Il nuovo regolamento delle scuole primarie inglesi impone di imparare le tabelline a memoria e recitarle con il cronometro fino a quella del 12. Ma una docente di matematica, Jo Boaler, dichiara che questo è un metodo di insegnamento disastroso.

Il nuovo ordinamento scolastico dei sudditi della Regina Elisabetta prevede per le tabelline una prova cronometrata e così diventa uno dei tanti nuovi orientamenti dell’istruzione, dove l’apprendimento non serve più per una crescita personale ma terreno di scontro per delle competizioni, dove si lodano i primi e vengono gettati nel limbo i meno agguerriti, non per questo meno dotati.

In soccorso ai contrari, a questa nuova forma di insegnamento, arriva il parere autorevole una docente inglese della didattica della matematica, attualmente in forza all’università di Stanford, in California, Jo Boaler appunto la quale, proprio parlando dei metodi più efficaci per insegnare la matematica ai bambini e agli adolescenti, ha giudicato “disastroso” quest’ultimo provvedimento. La Boaler ha inoltre dichiarato: “Io non ho mai memorizzato a pieno le tabelline, ma questo non mi ha certo impedito di dedicare la mia vita alla matematica. quello che considero sbagliato è far credere a un bambino che, se non riesce a fornire in tempi record il risultato di una tabellina, significa che non è portato per la matematica”.

Ma tant’è, e in gran Bretagna hanno spinto l’acceleratore con l’ausilio di regole più restrittive sulla matematica e i suoi metodi di insegnamento: le tabelline andranno imparate entro il quarto anno, ossia quando i bambini hanno 9 anni e non più fino a quella del 10 ma, come abbiamo già scritto, fino a quella del 12 e gli alunni dovranno rispondere immediatamente. Quindi i bambini sono costretti a sostenere test su test, cronometrati, per raggiungere tali livelli di rapidità, e li devono fare sia casa che a scuola. Ed è proprio questo a non convincere la professoressa Boaler.

Prima di insegnare a Stanford, la docente ha lavorato molto nelle scuole inglesi. Ora si occupa anche di ricerca per l’educazione ad alto livello, fa part degli analisti del test Ocse-Pisa e ha fondato il sito www.youcubed.org, che si rivolge a insegnanti, genitori e studenti dove propone un sistema innovativo dell’insegnamento della matematica.

Un’idea, quella della Boaler, condivisa da molti docenti e genitori britannici i quali mal digeriscono il nuovo corso. A chiedere una maggiore severità sull’apprendimento della matematica è stato proprio il ministro dell’istruzione Nick Gibb, uno sforzo preciso, all’interno di una lettera agli insegnanti, scritta da Shanghai, dove era in visita per analizzare il sistema scolastico orientale e ringraziare i professori venuti, a loro volta, in Gran Bretagna ad illustrare i loro programmi. «Sono fermamente convinto che ogni allievo delle elementari debba conoscere a memoria le tabelline, con richiamo immediato del risultato, entro la fine del quarto anno» ha scritto l’intraprendente ministro, fulminato da cotanta certezza sulla strada per la Cina.

E voi , cari Unigenitori, da che parte state?

Firma: Davide Testa

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