“La nonna aveva ragione”: 3 credenze sulla gravidanza confermate dalla scienza

Delle numerose credenze sulla gravidanza alcune hanno trovato riscontro nella scienza.

credenze sulla gravidanza confermate

Care unimamme, sarà capitato a tutte di ricevere indicazioni o “sentenze” circa determinati segnali che indicano se il bambino che aspettiamo sarà maschio o femmina (a seconda di quanto la pancia sia alta o bassa), o sul rischio di far venire voglie sulla pelle dei bambini se ci tocchiamo in un dato punto, o che se c’è la luna piena allora vuol dire che partoriremo di sicuro quel giorno.

Si tratta di credenze popolari, che nella maggior parte dei casi non sono vere.

Oggi invece vogliamo parlarvi di quelle credenze per le quali è stato individuato un fondamento scientifico.

Le credenze sulla gravidanza di cui ci si può fidare

Negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato che alcune credenze e vecchie tradizioni tramandate di generazione in generazione hanno in realtà fondamento scientifico.

1- Un travaglio lungo e difficile indica che sarà un maschio

I ricercatori non sanno spiegarsi il motivo per cui un travaglio lungo e complicato sia collegato al sesso del nascituro, ma alcuni studi confermano il detto.

Nel 2003 sono stati analizzate 8000 nascite in un ospedale irlandese avvenute tra il 1997 e il 2000, escludendo quelle che hanno riguardato nati prematuri o derivanti da parti indotti. Il travaglio per i maschietti è durato, in media, più di 6 ore, mentre quello delle femminucce meno.

Le donne che hanno partorito bambini di sesso maschile inoltre hanno avuto maggiori complicazioni durante il parto:

  • nel 6% dei casi è stato necessario un taglio cesareo (contro il 4% delle femmine)
  • nell’8% dei casi è stato usato il forcipe (contro il 6%)
  • nel 29% dei parti di bambini sono state necessari interventi extra (contro il 24% in caso di bambine)

Una possibile spiegazione potrebbe essere legata al peso alla nascita: i bambini infatti pesano in media 100 grammi più delle femmine.

Un’altra potrebbe derivare dal fatto che, secondo uno studio del 2003, le donne incinta di maschi consumano più calorie durante la gravidanza per il fatto che i maschietti iniziano a chiedere di più già in grembo.

2- Evitate di mangiare le banane se volete una femmina

Si parla in questo caso non del periodo della gravidanza, ma di quello subito precedente. Studi affermano che mangiando di più nel periodo pre-gravidico potrebbe favorire il concepimento di un maschietto.

Nel 2008, uno studio su 740 donne incinta per la prima volta ha indagato la dieta seguita nell’anno precedente. Queste donne sono state divise in 3 gruppi in base alla quantità di calorie assunta:

  • il primo gruppo, che aveva consumato più calorie, ha avuto maschietti nel 56% dei casi
  • il terzo gruppo, che aveva consumato meno calorie, ha avuto invece femminucce nel 55% dei casi.

Tornando alle banane gli studiosi non hanno solamente collegato la maggiore probabilità di avere un maschio per via delle calorie, ma hanno anche parlato di nutrienti, come potassio, calcio e sodio. Ecco quindi come mangiare banane, ricche di potassio, nel periodo preconcezionale potrebbe favorire  il concepimento e la nascita di un figlio anziché di una figlia.

3- Se soffri di bruciore di stomaco tuo figlio sarà un capellone

Come sappiamo, i feti nel secondo trimestre di gravidanza sviluppano uno strato di peluria su tutto il corpo, chiamato lanugine, necessaria per mantenere costante la temperatura corporea. Talvolta, durante il terzo trimestre capita che un po’ di questa peluria venga mangiata dai bambini. E ciò è visibile anche nelle prime popò dei neonati.

Circa i capelli, occorre distinguere in quanto se è vero che tutti i bambini presentano la lanugine, non tutti nascono con i capelli.

Nel 2006 un gruppo di ricercatori della Johns Hopking University ha seguito 64 donne lungo tutta la gravidanza.  Tra queste 28 hanno lamentato di aver sofferto di bruciori di stomaco e di queste 23 hanno partorito bambini con capelli o capelloni. Di 12 donne che invece  non hanno avuto mai sofferto di bruciori di stomaco, 10 hanno partorito bambini con pochi capelli o privi.

E’ vero, direte voi, che un esempio di correlazione non equivale a un rapporto di causa ed effetto: non per forza soffrire di bruciore di stomaco implica che i bambini nasceranno tutti con i capelli. Infatti gli stessi ricercatori hanno poi spiegato che a favorire il bruciore di stomaco e la presenza di capelli influisca anche un terzo fattore: gli ormoni della gravidanza. Gli stessi ormoni che contribuiscono alla crescita dei capelli in utero favoriscono anche il rilassamento dei muscoli che trattengono gli acidi nello stomaco.

Insomma, finlamente tre credenze alle quali la scienza è in grado di dare una spiegazione, come riportato da Science of Us.

E con voi unimamme, quali credenze popolari hanno trovato conferma?

Noi vi lasciamo con un elenco di credenze popolari italiane legate al parto. Le conoscevate?

Firma: Redazione Universo Mamma

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