“La Sindrome di Down non è una malattia”: il messaggio virale di un papà -VIDEO

Un papà ha qualcosa di importante da dire sulla Sindrome di Down.

Sindrome di Down

Ci sono testimonianze che sarebbe un peccato non condividere, perché spesso pregiudizi e ignoranza (intesa come non conoscenza) ci portano a vivere senza aver un’esatta cognizione di ogni situazione. Per questo motivo spesso diamo risalto a genitori che possono esprimere il loro punto di vista, forti dell’esperienza maturata, su disabilità e malattie.

Robb Scott è uno di questi: Rob è infatti un papà di 2 maschietti, uno dei quali, Turner, con la Sindrome di Down ed ha pubblicato sul suo profilo Facebook un video, taggando la moglie Kelly, che è stato visualizzato milioni di volte.

Un papà di un bimbo con la Sindrome di Down ha qualcosa di importante da dire


Ecco la traduzione del suo commovente messaggio:

“Ho deciso di fare questo video perché devo “carmaticamente” resettare ciò che è successo, alla mia anima, immagino.

Ero andato in un negozio e stavo cercando un film, c’era un papà con 2 figli, stavano cercando un film e il papà ha detto che avrebbe potuto sceglierne uno, ho sentito il figlio dire a proposito del film scelto: “che cos’è la Sindrome di Down?”, perché il film scelto era basato sul baseball e aveva un bimbo con la Sindrome di Down.

Il film si chiamava … era anche anche un bel film, io e mia moglie l’abbiamo visto. E quindi sì “papà cos’è la Sindrome di Down?”. Non credo che il padre volesse essere intenzionalmente cattivo, posso dire che cercasse le cose giuste da dire e ha detto che era una malattia di non sapere niente.

Quello è stato uno di quei momenti in cui non devi agire o reagire. Non ho detto niente, non sono il tipo che prende la faccia delle persone per dire delle cose ma ho sentito quella voce nella mia testa che diceva: “digli che cos’è”.

E non l’ho fatto.

Ho lasciato che quell’ignoranza crescesse in un’altra generazione e ho fallito con mio figlio durante il processo.

Non intendo diventare emotivo, questa non è un’esibizione. Devo riprogrammare quel pulsante perché sento di averlo deluso in quel momento.

La Sindrome di Down è letteralmente la cosa più bella che sia successa nella mia vita.

E’ divertente, brillante, fantastica, è gentile, amorevole, fa le coccole.

Le persone con la Sindrome di Down sono grandi insegnanti.

Non è una malattia, non è una malattia. Non lo è.

Non è nemmeno una disabilità.

Solo perché leggi più lentamente o non corri veloce non vuol dire che hai una disabilità per me. Questo è ciò che ho imparato da Turner. La disabilità è una percezione.

Penso che le persone siano insegnanti e allievi, siamo entrambi. Abbiamo l’abilità di insegnare cose e siamo qui per imparare e persone erudite non hanno più da insegnare di mio figlio, lui ha cose diverse da insegnare ma non cose in più, la sua conoscenza non ha più valore.

La Sindrome di Down è la cosa migliore che mi sia capitata, ma non l’ho detto. Non ho fatto un passo avanti per mio figlio e altre persone con la Sindrome di Down. Per me è stato devastante in quel momento. Quindi volevo aggiustarlo pubblicamente per me stesso. Grazie.”

Il messaggio ha raggiunto milioni di persone, e molti hanno manifestato supporto a questo papà. Uno dei commenti più belli è stato: “Non hai detto nulla a quel papà, perché dovevi dirlo al mondo!”.

Rob, intervistato da AbcNews ha dichiarato: “Spero che aiuti le persone a pensare diversamente“.

Rob, che è un artista molto bravo (il disegno di Turner superman ne é solo un esempio) dopo che il video è diventato virale lo scorso anno, ha riconosciuto che grazie al figlio anche la sua vita lavorativa è cambiata. Ecco cosa scrive sulla sua pagina Facebook:

E’ davvero speciale sapere che mio figlio ha lasciato un tale segno alla sua giovane età. E che continua a farlo.

Non vedo più le disabilità come le vedevo prima. Capisco ora che le persone che sembrano “normale” agli occhi e che soffrono disabilità non visibili possono essere le più colpite. Magari gli manca l’amore. Magari hanno una autostima così bassa che non gli importa di essere vive. Magari non hanno idea di come ci si connette davvero con le persone e vivono una vita di solitudine. Magari non si sono mai spinte nella loro vita per vedere chi possono essere veramente e non hanno imparato ad essere orgogliose di se stesse. Queste disabilità oltrepassano ogni individuo felice che è confinato su una sedia a rotelle, o che non può parlare o comunicare nel modo tipico.

Il giorno prima che Turner nascesse non avrei mai accettato l’offerta di un bambino con una “disabilità”. Avrei avuto troppo paura. Ora posso credere fortemente quanto fortunata sia la nostra vita per aver avuto lui. Non è un cliché. Lo guardo fare cose e mi scopro sorridere così tanto, non solo con il viso, ma con il mio cuore.

Turner non solo mi ha aiutato a crescere come persona. Ha anche aiutato la mia carriera. So che molte persone mi seguono per via di Turner. E non potrei esserne più orgoglioso.

Siamo tutti disabili in qualche maniera. Sorridete ai vostri difetti e andate avanti.

Amo disperatamente Turner per ciò che ha fatto per me.”

Unimamme, cosa pensate delle toccanti parole di questo papà? Voi cosa rispondereste alla domanda che il bambino ha posto al papà?

Noi vi lasciamo con uno video sulla percezione che il mondo ha delle persone con la Sindrome di Down.

Firma: Maria Sole Bosaia

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