La storia di Paloma, bambina prodigio messicana

A dodici anni, definita la ‘Steve Jobs del futuro’.

Paloma sulla copertina di wired

Care mamme, oggi vi vogliamo raccontare la storia di Paloma, bambina di 12 anni cresciuta in un quartiere poverissimo di una città messicana, dimostrazione vivente di quanto si possa arrivare in alto anche partendo da una situazione svantaggiata e al contempo della quantità di menti geniali presenti nel mondo il cui estro viene sprecato.

Paloma si è classificata prima ai test nazionali di matematica, raggiungendo un punteggio impressionante, tanto che la rivista Wired le ha dedicato la copertina di un suo numero, definendola la Steve Job’s del futuro e sottotitolando: ‘Il genio è ovunque, ma lo stiamo sprecando. Come liberare le grandi menti del domani?’.

La cosa che fa riflettere però è che anche i compagni di classe di Paloma hanno raggiunto punteggi notevoli, sia in matematica che nei test sul linguaggio. Che sia un caso?

Certamente Paloma ha capacità eccezionali, ma c’è da dire che a tirarle fuori è stato un giovane e intraprendente maestroSergio Juárez Correa che, stufo della monotonia dell’insegnamento libro/allievo ha deciso di sperimentare qualcosa di nuovo: un innovativo metodo pedagogico inventato da Sugata Mitra, professore universitario del Regno Unito, chiamato SOLE:

Self

Organized

Learning

Environment

(Ambiente di studio auto organizzato).

La sperimentazione di questo metodo, che fa leva sulle capacità dei bambini di imparare da soli, è portata avanti in Inghilterra ed in India, doveil professor Mitra, tra le altre cose, ha potuto osservare come dando un computer a disposizione di alcuni bambini indiani che vivevano in uno slum (baraccopoli) e lasciandoli da soli, questi  imparavano a usare il computer in poco tempo e cominciavano autonomamente  a:

  • girare su internet,
  • registrare musica,
  • imparare l’inglese.

Usando questo metodo il giovane professore di Paloma ne ha immediatamente compreso le straordinarie capacità, riuscendo a coltivarle e svilupparle nel modo giusto.

Che sia il caso di interrogarsi e pensare di variare il tradizionale metodo di insegnamento adottato nella maggior parte delle scuole?

Giudicando dai risultati, voi cosa ne pensate?

Firma: Paola Giglio

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