La teoria delle “finestre rotte”: incuria e degrado sono un male per la famiglia e per la società

Una teoria di cambiamento, coraggio e responsabilità circa l’importanza delle proprie azioni. Canovaccio utile anche in famiglia, soprattutto nell’educazione dei figli.

Oggi la parola cambiamento è uno dei termini di certo più sentiti ed usati; ad Universomamma vogliamo parlare di cambiamento facendo prima un salto al passato e raccontandovi una teoria nata da un esperimento sociale ben 20 anni fa. La prima applicazione della “teoria delle finestre rotte” si è avuta a metà degli anni ottanta nella metropolitana di New York City, il punto più pericoloso della città. Lì, a partire della correzione delle piccole trasgressioni si è arrivati a rendere la Metro un luogo assolutamente sicuro.

Scopo dell’esperimento: cosa scatena nella gente un’auto dal vetro rotto?

Nel 1969, presso l’Università di Stanford (USA), il professor Philip Zimbardo realizza questo esperimento: lascia due auto abbandonate in strada, due automobili identiche in tutto, anche nel colore. Una di queste viene abbandonata in una zona povera e disagiata, il Bronx; l’altra a Palo Alto, una zona ricca della California.

Come si comporteranno le persone in ciascuno delle due cittadine?

Nel Bronx l’auto abbandonata ha cominciato ad essere smantellata in poche ore. Ruote, motore, specchi, la radio, tutto ciò che poteva essere utile o riutilizzato è stato portato via fino a che sul sito non è rimasta una carcassa.

A Palo Alto invece l’auto è rimasta intatta… fino a quando i ricercatori non hanno rotto intenzionalmente un vetro. Da quel momento di pezzo in pezzo l’auto è stata smantellata ed il processo è stato identico a quello accaduto nel Bronx.

Il crimine dipende alla povertà?

Gli studiosi non poterono che fare i conti con questa domanda. Se il vandalismo nel Bronx poteva essere giustificato da povertà e degrado sociale, cosa è accaduto a Palo Alto dove non è certo la necessità a spingere ad atti criminali? L’esperimento condotto ha portato a considerare motivi di tipo sociologico e psicologico che spingono le persone a compiere questi reati, e non come si pensava la povertà.

Cosa trasmette un vetro rotto nella psicologia umana? La criminalità è più alta nelle aree dove l’incuria, la sporcizia, il disordine e l’abuso sono più alti. Quindi posti dove emergono:

  • senso di deterioramento,
  • disinteresse,
  •  noncuranza,

producono escalation di danneggiamenti e criminalità. Insomma, se c’è  un vetro rotto e non viene riparato, presto ce ne saranno altri, e poi altri ancora. L’incuria ed il disordine accrescono molti mali sociali e contribuiscono a far degenerare l’ambiente.

La teoria della “Finestra Rotta” vale anche in casa e in famiglia

Se il capofamiglia lascia degradare progressivamente la  sua casa e la sua famiglia, e ad esempio:

  • non si prende cura della casa, non tinteggia pareti in cattive condizioni, non pulisce, non ordina
  • lascia proliferare cattive abitudini, acconsente la cattiva alimentazione, uso di parolacce, mancanza di rispetto

prima o poi tutti gli altri componenti della famiglia si abbasseranno a quello stello livello la qualità dei loro rapporti e dell’ambiente in cui vivono.

Care Unimamme, questa teoria ci spinge quindi a capire l’importanza del cambiamento, del coraggio e delle responsabilità circa l’importanza delle proprie azioni non solo in famiglia, ma nel nostro quotidiano. La lezione appresa è quindi quella di migliorare i rapporti, evitare comportamenti che danneggino gli altri e ciò che ci circonda, non mentire… ma soprattutto iniziare a “riparare” le cose rotte.

E voi la conoscevate?

 

(Fonte: unitesorrentina)

Firma: Manuela Leone

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