La tragica morte di un bimbo di 4 anni ha “salvato” la vita a un altro bambino

Un papà è riuscito a salvare il figlio riconoscendo i sintomi da annegamento secondario.

Unimamme, oggi vogliamo condividere con voi una drammatica vicenda per diffondere consapevolezza su un certo tema.

annegamento secco: cosa può succedere

Un papà  è riuscito a salvare la vita al figlio di 2 anni, riconoscendo prontamente i sintomi da annegamento asciutto grazie a una tragica storia di cui era venuto a conoscenza.

Il piccolo Frankie Delgado, di 4 anni, è morto a causa della Sindrome da annegamento dopo che, nonostante fosse in mare all’altezza delle ginocchia, un’onda lo ha colpito e lo ha mandato con la testa sotto l’acqua. E’ stato ripreso da un amico di famiglia e poi è stato bene. La notte dopo ha avuto degli episodi di vomito e diarrea ma i genitori hanno pensato fosse un virus, ed è durato per alcuni giorni. Dopo una settimana, prima di addormentarsi, Frankie ha iniziato a lamentare un dolore alla spalla.

All’improvviso si è svegliato gridando e quello è stato il suo ultimo respiro.

“Mi ha guardato, i suoi occhi sono andati all’indietro, io gli ho gridato: Frankie cosa c’è che non va? Ma quello è stato il suo ultimo respiro” ha raccontato il padre del piccino.

Il figlio di Garon Vega, un bimbo di soli 2 anni chiamato Gio si è sentito male di notte, dopo aver inspirato dell’acqua nella loro piscina locale in Colorado.

Il suo papà, che aveva letto della storia del piccolo Frankie, ha subito riconosciuto alcuni dei sintomi di questa Sindrome:

  • respiri brevi
  • febbre
  • tosse

Così il padre di Gio è corso al pronto soccorso dove i medici gli hanno detto che il figlio stava annegando, anche se aveva lasciato la piscina diverse ore prima.

L’annegamento asciutto o secco, conosciuto anche come “Secondo annegamento” si verifica quando qualcuno inala acqua nei polmoni ma non ne subisce le conseguenze finché non lascia l’acqua dove ha nuotato fino a quel momento.

Questo fa sì che il cuore rallenti e che i polmoni comincino a ingrossarsi mentre il livello di ossigeno nel sangue precipita. Tutto ciò può causare un attacco cardiaco.

Il papà di Gio ha spiegato che i raggi x hanno mostrato un significativo quantitativo di acqua nei polmoni. “Ha rischiato di non passare la notte” ha ricordato il padre su CNN.

Sento di dover contattare i genitori del piccolo Frankie e raccontarglielo. Non so quali parole usare, ma quel bimbo ha salvato la vita di mio figlio“.

Unimamme, voi sapreste riconoscere questi sintomi?

Noi vi lasciamo con la storia di un bimbo che ha rischiato di affogare.

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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