Il latte materno? È sempre un dono!

Spesso le mamme si chiedono cosa fare se volessero donare il loro latte, vediamo di saperne di più.

Bambino allattato al seno

Ogni neomamma è alle prese con i dubbi sull’allattamento. I primi giorni  possono essere molto faticosi, soprattutto perché reduci dal parto e stanche, ma nel nostro paese, secondo i dati Istat:

  • l’81% delle donne allatta al seno,
  •  la durata media dell’allattamento è in crescita,  siamo passati da: 6,2 a 7,3 mesi.

Nei momenti di grazia, che l’allattamento produce nel cuore e nella mente della mamma, spesso nasce la domanda: “E se volessi donarlo? Cosa devo fare?”

Un articolo sul Corriere, scritto da Rossana Corrado, ci aiuta a capire perché donare, come e chi può farlo.

Rossana Corrado è unaConsulente professionale internazionale di allattamento materno (IBCLC), membro dell’International Lactation Consultant Examiners. Con una esperienza pluriventennale nelle consulenze alle madri e in corsi di formazione, la sua è una vera e propria “Piccola guida per la donazione del latte materno”.

Ma iniziamo dalla prima domanda: perché donare il latte materno quando ce ne sono in commercio di artificiali? “ (…)  perché è dimostrato che il latte artificiale è inferiore per carenza di sostanze “vive” e, se utilizzato per neonati prematuri o malati, crea maggior rischio di infezioni ed enterocolite necrotizzante. Al contrario il latte materno ha effetti protettivi sulla salute anche a lungo termine, per malattie come l’ipertensione e il diabete. Diversi studi hanno confermato il valore di quello che dovrebbe essere la norma per l’alimentazione di un neonato. Il latte materno è sempre stato l’alimento del piccolo dell’essere umano, da che l’uomo è al mondo, così come l’alimento ideale per gli altri mammiferi è il latte della propria madre. Ogni mamma ha latte adatto al suo piccolo e ogni latte ha una diversa composizione in grassi, proteine e altre sostanze nutritive e protettive a seconda delle caratteristiche della specie.”

Passiamo ora al come, e quindi alle Banche del latte umano: “Nello scorso secolo sono comparse le prime banche del latte umano (la prima a Vienna nel 1909, e negli anni anni ’20 ne sono nate altre negli Stati Uniti e in Germania), dove veniva raccolto il latte di mamme donatrici per poter alimentare i bambini nati prematuri o malati: era stato infatti notato che se questi bambini venivano alimentati con il latte umano (anche se di un’altra donna quando non era possibile che venissero allattati dalla propria madre) avevano maggiori probabilità di sopravvivenza. Nei primi tempi il latte raccolto veniva dato crudo ai bambini che ne avevano maggiore necessità. Poi sono stati perfezionati i metodi di trattamento e conservazione del latte umano, per eliminare rischi di contaminazioni virali, batteriche o tossiche e anche i criteri di selezione delle mamme donatrici, che devono rispondere a determinati requisiti fisici e di abitudini.”

Chi può donare? Ecco le condizioni richieste:

  • mamme che hanno partorito da non più di sei mesi (perché il latte materno varia nella sua composizione, a seconda delle settimane di gestazione in cui nasce un bambino e con il passare dei mesi);
  • in buona salute;
  • ritenute adatte dopo uno screening  richiesto dalle banche del latte.

E veniamo all’ultima ed importante domanda: dove possiamo rivolgerci? In Italia le banche del latte gestite dalAIBLUD (Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato) si trovano in:

  • Abruzzo
  • Calabria Emilia Romagna
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Lombardia
  • Piemonte
  • Puglia
  • Sicilia
  • Toscana
  • Trentino Alto Adige
  • Veneto.

Se abitate in una di queste regioni e siete intenzionate a donare il vostro latte sul sito dell’AILBUD troverete tutti i riferimenti necessari.

E quindi, forza mamme…è ora della poppata! 🙂

 

Firma: Claudia Lauricella

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