Approccio con gli uomini e solidarietà tra donne: uno studio li spiega

Come si sono evolute le donne nell’approccio con gli uomini? Perché sono così cattive nei confronti di altre donne? Lo rivela uno studio.

l'evoluzione delle donne

Esistono ancora la solidarietà e l’amicizia femminile?

Nel mondo di oggi le donne sono assolutamente indipendenti:

  • lavorano
  • mettono al mondo figli, anche senza compagni
  • rivestono importanti posizioni all’interno di società di prestigio.

Ma a quale prezzo la donna ha trovato il suo spazio nel mondo?

Un tempo, sia sul lavoro che nella vita di tutti i giorni, le donne erano unite da un profondo sentimento di rivalsa positivo nei confronti degli uomini:

  • si aiutavano
  • si sostenevano
  • cercavano di unirsi per combattere le ingiustizie.

Oggi, purtroppo, la solidarietà femminile non solo è difficile da trovare ma ha cambiato anche i connotati. La si può trovare:

  • nel volontariato
  • negli ospedali
  • in famiglia
  • nella vera amicizia.

Al di fuori di questi contesti, invece, è facile imbattersi in donne che si fanno la guerra e che cercano di raggiungere il proprio scopo a qualunque costo.

Quante volte camminando per strada vi è capitato di sentire commenti negativi da parte di ragazze nei confronti di donne che, magari, vestono in modo provocante?

Tra le donne, infatti, esiste tanta invidia e ipocrisia contrariamente a quanto accade tra gli uomini che sanno riconoscere il merito altrui e non perdono occasione per complimentarsi con chi è più bravo più di loro.

Insieme alla solidarietà femminile è anche difficile riuscire a creare delle amicizie sincere in luoghi in cui ci sono degli interessi importanti in gioco come all’università o sul mondo del lavoro.

La conferma di quanto sia difficile oggi trovare delle amiche vere e un po’ di solidarietà femminile arriva da uno studio condotto da Tracy Vaillancourt, professoressa di psicologia presso l’Università di Ottawa e dal suo assistente Aanchal Sharma.

La ricerca ha preso in esame 86 donne eterosessuali e ha avuto come oggetto l’amicizia femminile. Le partecipanti sono state condotte in un laboratorio alla McMaster University e divise in due gruppi.

Il primo gruppo ha incontrato una donna vestita in maniera causal con

  • pantaloni e t-shirt
  • i capelli biondi raccolti in una coda
  • comunque attraente.

Il secondo gruppo, invece, ha incontrato la stessa donna vestita in modo sexy con:

  • una minigonna
  • stivali neri
  • una t-shirt scollata
  • capelli sciolti sulle spalle.

Quasi tutte le partecipanti alla ricerca hanno giudicato negativamente la donna vestita in modo sexy. Tutte, infatti, hanno pensato che la ragazza volesse fare colpo dal punto di vista sessuale sul professore.

Il risultato della ricerca è stato che nessuna delle partecipanti:

  • avrebbe mai fatto amicizia con la donna vestita in modo sexy;
  • avrebbe presentato la donna sexy al proprio fidanzato.

La ricerca, inoltre, ha evidenziato l’approccio aggressivo delle donne nei confronti degli uomini.

La professoressa Tracy Vaillancourt, infatti, ritiene che le donne che non riescono ad avere lo stesso approccio con gli uomini si sentano minacciate e tendano ad escludere chi non è come loro. Sono le donne, in pratica, a cercare per prime un approccio sessuale con gli uomini cercando di apparire sempre attraenti e indossando abiti provocanti.

Le donne, soprattutto le ragazze universitarie, dunque, sono più propense a:

  • spettegolare sulle colleghe
  • a creare alleanze sociali
  • a gestire gli attacchi delle estranee escludendole dalla vita sociale
  • a ostracizzare un nuovo arrivato.

Si può concludere, dunque, che le donne si siano evolute sotto tutti i punti di vista, .in compenso, però, hanno perso la capacità d’instaurare nuove amicizie e di aprire il proprio mondo verso chi non è come loro.

Tuttavia, fortunatamente, le vere amicizie esistono ancora e non conoscono invidie, gelosie o ipocrisie di alcun genere. E soprattutto che non tutte le donne sono animali del sesso!

E voi? Vi rivedete o vedete qualcuno in tale studio?

Firma: Stella Dibenedetto

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