Tra le mamme meno felici d’Europa ci sono quelle italiane: ecco le cause

Da uno studio, ancora in corso, emerge un primo dato significativo: le donne con figli sono più felici di quelle senza solo nei Paesi più sviluppati, dove c’è una maggiore partecipazione del gentil sesso nella vita socio-politica della propria patria

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Uno dei primi risultati di uno studio, ancora in corso, ci dice che le donne con figli sono più felici di quelle senza prole solo nei Paesi più sviluppati.

Il progetto si chiama “Benessere e fecondità”, ed è stata finanziata con oltre un milione di euro dal Consiglio Europeo della Ricerca.

L’Italia, oltre a non essere un Paese per giovani, non è un Paese per mamme. Almeno stando a quanto emerge dallo studio, e lo sarà per altri due anni, dove uno dei primi dati emersi evidenzia due fatti ben precisi:

  1. in Europa i padri sono nettamente più felici dei non padri, e vale per tutta l’Europa.
  2. le donne madri sono più felici delle donne senza figli solo nei paesi più sviluppati.

Questo si evince dal progetto, coordinato dalla professoressa Letizia Mencarini. Il risultato non da spazio a dubbi, le mamme del bel paese sono meno felici delle “colleghe” islandesi, danesi, finlandesi, norvegesi e svedesi. Non solo le mamme del profondo nord europeo sono più giulive delle nostre, ma anche le genitrici spagnole, svizzere, francesi, polacche, belghe, estoni, tedesche e olandesi.

Un bagno di lacrime attraversa la nostra martoriata penisola. le mamme dei futuri adulti in Italia non hanno per niente vita facile e sono tre i punti su cui si deve lavorare per invertire questa tendenza:

  1. investire sui giovani
  2. dare più lavoro alle donne
  3. ridurre l’asimmetria nei ruoli uomo-donna

Soprattutto il terzo punto è quello su cui ci si deve maggiormente applicare e sono stati evidenziati dal demografo massimo Livio Bacci il quale ha dichiarato: Minore asimmetria significa minore costo di allevamento dei figli per le madri, con possibili effetti sulle scelte produttive, così come avviene in conseguenza delle buone politiche di conciliazione casa lavoro”.

Cari Unigenitori e, soprattutto, care Unimamme cosa ne pensate? Speriamo che qualcuno faccia seriamente “suo” questo problema e si attivi per migliorare le cose. Noi lo speriamo!

Firma: Davide Testa

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