“Trasformare il dolore”: il percorso di accompagnamento per chi è in lutto

Nasce ad Arona, in Piemonte, il progetto per aiutare i genitori colpiti da lutto perinatale, affinché ci sia un aiuto e un supporto per superare la perdita.

Un paio di mesi fa ho avuto un aborto tubarico a causa di una gravidanza extrauterina e sinceramente è abbastanza difficile uscire da una perdita così. Anche se ero solo di 6 settimane, dentro di me avevo cominciato a fare spazio a questa nuova creatura e quando il ginecologo mi ha comunicato che rischiavo di perdere una tuba, mi è crollato un po’ il mondo addosso. Però non è finita qui.

Aborto o morte perinatale, sempre di lutto si tratta: come fare a superarlo? 

Un grosso problema quando si vive un aborto è che viene considerata una perdita solo per chi ci passa. Per esempio io mi sono sentita dire che dovevo essere contenta comunque perché avevo già due figlie oppure che ero solo di 6 settimane, che sarà mai.

Una mia amica mi ha raccontato che una sua conoscente ha perso sua figlia a 5 mesi e mezzo di gravidanza, ma che dopo una settimana tutto è ritornato come prima. E invece non è così, io stessa, se mai avrò un altro figlio lo considererò sempre come il 4, non come il terzo.

Per questo sono stata molto contenta quando mi hanno proposto di fare da testimonial per il progetto di ASIPP, Associazione Scientifica Italiana di Psicologia Perinatale.

Ad Arona nel Centro Maia infatti, è stato creato il Progetto “Trasformare il dolore: percorso di accompagnamento al lutto perinatale” che si rivolge a tutte le coppie che hanno perso un bambino o in gravidanza o subito dopo il parto, ma anche nei primi mesi o anni di vita.

Il progetto mira a creare dei gruppi gratuiti di supporto formati dai genitori e da fratelli per organizzare dei percorsi terapeutici per rielaborare il lutto e il dolore. Spesso infatti il dolore si supera capendo che non si è soli, ma che ci si può rialzare anche sapendo che in tanti hanno attraversato la nostra stessa condizione.

Trasformare il dolore” vuole poi abbattere i muri contro i tabù, contro la non informazione – in Italia una gravidanza su 6 non va a buon fine – e l’assoluto silenzio.

Il progetto è stato accolto dalla Fondazione della Comunità del Novarese Onlus, che ha deciso di sostenerlo attraverso una raccolta donazioni. Se anche voi volete contribuire sul sito di ASIPP troverete tutte le informazioni.

Il progetto vuole espandersi, sicuramente in Lombardia.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Intanto vi lasciamo con il post sul perché le mamme che hanno avuto un aborto devono soffrire in silenzio. 

Firma: Valentina Colmi

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