Mamma, ho bisogno di un anno sabbatico

Quando i figli non vogliono andare all’Università, ma imparare un lavoro pratico, magari all’estero.

Care mamme, chiudete gli occhi: cosa immaginate per il futuro di vostro figlio? Lasciatemi indovinare: diploma, poi laurea, magari un bel master, poi un ottimo lavoro che permetta loro di mantenere la  famiglia.

Quale madre non sogna un percorso di questo tipo per i suoi rampolli? Eppure sembra che da qualche anno, non nei desideri dei genitori badate bene, bensì nelle scelte dei figli, ci sia stata una netta inversione di tendenza.

Le iscrizioni alle Università infatti, almeno stando a quanto riportato da D.repubblica.it, sono crollate in maniera esponenziale negli ultimi anni:

  •  nel 1991/1992 infatti sono passati dalla scuola all’università quasi l’80 per cento dei liceali; 
  • nell’anno accademico 2012/2013 invece, neanche il 58 per cento dei giovani diplomati ha intrapreso gli studi universitari, facendo contare un calo di quasi 100 mila iscritti negli atenei di tutta Italia.

Perchè? I motivi sono diversi, a volte è colpa della crisi e dell’aumento delle rette, altre è colpa della sfiducia. Eh già, perchè al giorno d’oggi prendere una laurea non è più sinonimo di lavoro sicuro come in passato e i ragazzi non ci stanno a passare ore ed ore sui libri per poi ritrovarsi a fare i cassieri al supermercato (quando va bene) o a proporre cambi di bolletta ad ignare massaie chiamando da alienanti call center.

Tanto vale imparare al più presto un mestiere pratico che permetta di guadagnare da subito, come l’estetista o l’idraulico e badate bene, questo ragionamento lo fanno anche quelli che sono molto portati per lo studio e hanno conseguito il diploma con la votazione massima di 100/100.

Altra opzione poi è quella di prendersi un ‘anno sabbatico’; usanza molto in voga nei paesi anglosassoni, si tratta in sostanza di regalarsi un anno in giro per il mondo subito dopo il diploma. Lo fanno specialmente i giovani australiani, che la maggior parte delle volte vengono a scoprire le loro radici europee, ma anche gli inglesi e gli americani.

Anche in questo caso però l’usanza sta man mano scomparendo, complice la crisi e l’aumento delle rette universitarie, o comunque si sta ridimensionando: l’anno sabbatico diventa il mese sabbatico e certo questo cambia un po’ le cose.

Lungo o breve che sia, questo periodo puo’ essere molto utile per la crescita del post adolescente, soprattutto se  si svolgono attività edificanti come quelle di volontariato proposte su http://www.gapyear.it/, oppure se si trova un lavoro che consenta anche di imparare una lingua straniera.

Che dire care mamme, il mondo cambia e con esso le esigenze dei ragazzi che si ritrovano a viverci… la cosa migliore da fare è senz’altro quella di ascoltarli, cercando di comprenderne le necessità e di farli riflettere a fondo sulle loro scelte, provando a non giudicarle dalla prima impressione.

Firma: Paola Giglio

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