Mamme sole con figli: le difficoltà per la famiglia aumentano

La famiglia non può più essere intesa come un tempo. Ecco uno spaccato importante della realtà italiana troppo poco, se non mai, affrontato nelle politiche sociali.

Nella maggioranza dei casi, benl’ 85%,  si tratta di mamme che convivono con uno o più figli. Storie spesso complicate di genitori rimasti soli e fanno molta fatica a far quadrare tutto, dal tempo alle risorse economiche agli aspetti educativi, affettivi molto diversi dalla classica interpretazione.

Associazione Smallfamilies: un riferimento per genitori soli

Gisella Bassanini,  mamma single, insieme a Erika Freschi e Michele Giulini, a febbraio 2014 hanno creato l’associazione “Smallfamilies”. Dal loro lavoro associativo nasce subito un questionario on line dal titolo: “Di che taglia è la tua smallfamily?”

Grazie al questionari l’associazione  ha offerto uno sguardo su queste realtà, individuando 5 profili di genitori small. Un dato interessante il fatto che si sia registrato un rapporto tra uomini e donne  capofamiglia pari a 4/1, su 5 profili intervistati cioè 4 di questi sono mamme e 1 papà.  Ad ognuno di questi 5 profili sono stati dati 5 nomi provenienti da Le città invisibili di Italo Calvino.

Per cui abbiamo:

  • Eufemia: giovane, laureata, separata o divorziata da meno di cinque anni. Può contare sulla presenza dell’altro genitore per la cura e la crescita dei figli e per lei il problema principale è la solitudine.
  • Dorotea : la donna small families più giovane. Laureata, non sposata, madre single da non più di cinque anni. Ha un solo figlio e può fare affidamento sulla rete famigliare sia per la cura dei figli sia per far fronte alle necessità economiche. Spesso è costretta a convivere con i genitori.
  • Zirma: ha 45 anni, un diploma, è mamma small da più di cinque anni. È una donna costretta per vari motivi a contare solo sulle proprie risorse per la crescita e l’educazione dei figli, sotto tutti i punti di vista.
  • Zenobia: mamma single da più di dieci anni, ha raggiunto la cinquantina, è diplomata, non potrebbe farcela senza l’aiuto della propria famiglia. La sua è una vita di precarietà economica e lavorativa.
  • Marcopolo: è l’unico uomo, è laureato, è genitore single da meno di cinque anni, è monoreddito ma riceve spesso un contributo dalla madre dei figli per la loro cura e crescita, desidererebbe avere più tempo per sé.

E se l’Italia non è un paese per mamme lavoratrici, non lo è di certo neanche per genitori single dove inoltre è spesso il lavoro del genitore è l’unica fonte di reddito del nucleo familiare.

Gisella Bassanini, parla delle storie che stanno dietro i nomi di fantasia usati per schematizzare il questionario e dei problemi di vita quotidiana con cui si scontrano questi genitori e spiega:

 “sono storie che parlano di solitudine, assenza di interlocutori, difficoltà di conciliazione famiglia e lavoro, mancanza di servizi dedicati. Una nostra socia non ha potuto partecipare al bando per l’housing sociale promosso da una realtà del terzo settore milanese perché il limite di età per accedere agli alloggi per famiglie monogenitoriali era 50 anni e lei ne ha 53 con una figlia di 12 anni. Manca una riflessione seria e una risposta che si adatti alle necessità abitative di queste famiglie. “

Dalle necessità pratiche della vita di ogni giorno all’aspetto culturale, che ci fa ancora più capire quanto in Italia non è ancora chiaro cosa sia una famiglia monogenitoriale:

La letteratura per bambini e ragazzi che non c’è, salvo pochissimi titoli. Manca un linguaggio in grado di rappresentare questo fenomeno: sia nelle parole che diciamo ogni giorno, si parla ancora di ragazza-madre o di ragazzo-padre o di matrigna, sia nelle istituzioni che, come per le leggi, non stanno al passo con la società che si evolve e muta“.

Insomma, quello che esiste per queste realtà è poco o nulla, e ciò che c’è è difficile da sapere. Nel caso in cui questo articolo non sia per voi la scoperta di una nuova realtà ma una storia quotidiana, vissuta sulla vostra pelle e che in prima persona appartiene a voi o a mamme e papà a cui volete bene, l’associazione “Smallfamilies” fornisce informazioni e notizie su quello che gli enti locali offrono, ha un osservatorio sull’Italia e sul mondo e anche un servizio di ascolto è senza scopo di lucro. Inoltre questo Natale ha lanciato un bel progetto editoriale di autofinanziamento che prevede l’uscita di una serie di libri dedicati alle small families. Il primo uscirà alla fine di novembre con il titolo smALLChristmasantologia di racconti con storie scritte in soggettiva da persone comuni, dai 14 agli 80 anni, con in primo piano la festa più familiare dell’anno.

Care Unimamme sosterrete anche voi la forza di queste mamme e papà speciali?

(fonte: linkiesta)

Firma: Manuela Leone

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