Maternità rifiutata: 8 motivi per non diventare mai mamma

Spesso si dà per scontato che le donne debbano tutte avere un figlio. Non sempre però si è pronte o disposte. Ecco 8 motivi di chi ha scelto di farne a meno.

donna senza figli

Care unimamme, solo qualche mese fa, proprio su Universomamma davamo spazio a una mamma blogger che elencava i motivi per cui si dovrebbe avere un figlio.

Ora invece vogliamo dare spazio a un’altra blogger che sull’Huffington Post ha sentito l’esigenza di esprimere i suoi 8 motivi per i quali non vuole avere bambini.

Per contestualizzare quanto segue però, occorre aggiungere che purtroppo, è ancora vero ai nostri giorni che la domanda: “perché non hai ancora avuto un figlio?” viene posta con più frequenza alle donne che non ai maschietti nostri coetanei.

Ecco quindi come è “sfogata” Sezin Koehler.

“Ecco le motivazioni per cui ho deciso di non avere figli”

  1. Economica: i figli, lo sappiamo tutti, costano, una recente indagine ha indicato 171 mila Euro come cifra indicativa per mantenere un figlio fino alla maggiore età in Italia. Una somma stratosferica che farebbe tremare i polsi e basterebbe ad affondare il desiderio procreativo di chiunque.
  2. Logistica: allevare un figlio è un impegno totalizzante e, nella maggior parte dei casi, le donne si assumono la maggior parte del lavoro nei primi anni di vita del piccolo. Non tutti sono disposti a un simile sacrificio ed è giusto non considerarlo un obbligo.
  3. Ambientale: il mondo è sovraffollato, è già al tracollo energetico e di risorse. In questo contesto aggiungere una bocca in più quando ci sono già milioni di orfani al mondo potrebbe risultare egoistico. In caso, meglio adottare.
  4. Fisica: anche il corpo si dovrebbe adattare alla presenza del nuovo inquilino durante e dopo la gravidanza. Se si sono vissute già esperienze molto stressanti e traumatiche potrebbe essere rischioso cacciarsi in situazioni che si sa, a priori, diventeranno presto ingestibili. Inoltre avere un figlio, per la blogger, signficherebbe anche rinunciare al cibo biologico, che non si potrebbe più permettere.
  5. Emotiva: se si soffre di un disturbo post traumatico da stress, con attacchi depressivi, o di collera, bisognerebbe riconoscere che il proprio equilibrio emotivo non è stabile abbastanza da poter affrontare o sostenere l’impatto che l’arrivo una nuova vita comporta, con lo stravolgimento di abitudini, orari, ecc…
  6. Sociale: il mondo è nel caos, non si può negare: guerre, carestie, violenza, caduta dei valori, instabilità, tutto concorre a suggerire di non arrischiarci ad aggiungere un’altra pedina in questo inferno quotidiano.
  7. Culturale: la blogger è per metà americana e per metà singalese, con problemi di identità che si è portata negli anni, legati alla domanda che si è sentita ripetere spessissimo: “da dove vieni?”(con tutto quello che poi ne consegue).  Non vuole quindi trasferire questa tortura al figlio.
  8. Di interesse: far nascere e crescere un figlio con tutto quello che gli gira intorno, dai dolori del parto, alle varie fasi della crescita con tutti i disturbi ricorrenti (muco, vomito, diarrea), al nervoso accumulato, alla terribile adolescenza, non è di primario interesse per tutti.

Sezin è consapevole che tutto quello che ha duramente conquistato fino a questo momento si sgretolerebbe o almeno, dovrebbe riadattarsi in funzione dell’arrivo di un bebè. Dopotutto lei si sente felice e appagata con il suo lavoro e con il marito che ama, senza che necessariamente un figlio debba completare quel che sente già essere completo.

Purtroppo, lo sappiamo bene, nonostante i progressi soci culturali, le lotte per la parità, ecc… il sentire comune ritiene la nascita di un figlio come una tappa “obbligata” nella vita di una donna, tanto da interrogarla insistentemente al riguardo qualora questo non arrivi entro una certa data.

La scelta di mettere al mondo un’altra vita di cui occuparsi è però quella più importante per ciascun individuo e andrebbe fatta con grande consapevolezza. Sezin,con il suo intervento ci invita a riflettere su di essa e a chiederci cosa significhi per noi e se ci sentiamo pronti a sostenerla, e a chi come lei “soffre” la domanda ricorrente sul perchè non avete ancora avuto un figlio consiglia di rispondere così:

  • Non ho bisogno di partorire per sentirmi una donna vera.
  • Non ho bisogno di un figlio per provare amore incondizionato.
  • Non ho bisogno di un bambino per sentirmi felice.
  • Non ho bisogno di un figlio per avere compagnia o aiuto una volta anziana.

 

E a voi unimamme  che ne pensate dello sfogo di Sezin? La capite? Pensate faccia bene a non avere figli? Vi siete mai sentite “asfissiate” da parenti, conoscenti e amici  autori della fatidica domanda “quando farai un figlio?”

Raccontateci la vostra esperienza se vi va.

 

(Fonte: Huffington Post)

Firma: Maria Sole Bosaia

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