“La lingua può spezzare un cuore”: così lo spiega un’insegnante (FOTO)

Un insegnante inglese educa gli alunni a sviluppare empatia, utilizzando un prodotto della natura: le mele.

bullismoMolti genitori si chiederanno quale sia la connessione tra mele e bullismo. Si tratterà di una raccolta fondi? Servono come arma di difesa? Non proprio, per comprenderne il significato bisogna guardare l’interno del frutto.

Il bullismo purtroppo è un fenomeno in larga diffusione, soprattutto tra i più giovani. Molti tra insegnanti e coloro che si occupano di educazione cercano ogni giorno di contrastarlo con appositi programmi per promuovere il rispetto del prossimo.

“Le vittime di bullismo si sentono orribilmente dentro”: ecco come mostrarlo ai bambini

L’insegnante inglese Rosie Dutton del Relax Kids“, un’associazione del Regno Unito che si occupa di sviluppare consapevolezza e capacità di rilassamento nei bambini,  durante una delle sue lezioni, documentata su un post diventato virale su facebook, rivolta a ragazzi tra dieci e undici anni, decide di mostrare come può essere ferita interiormente una persona vittima di bullismo, anche se all’esterno appare come tutte le altre.

Per condurre questa lezione l’insegnante ha portato con lei due mele identiche nell’aspetto: un bel colore, buccia lucente, sicuramente un buon sapore. All’insaputa degli studenti, la maestra aveva lanciato ripetutamente una delle due mele per terra. Dopo aver preso la mela in questione, ha iniziato ad insultarla. Rosie Dutton ha scritto:

“Ho iniziato ha dire ai bambini quanto non mi piaceva quella mela, che pensavo avesse un orribile colore e un picciolo troppo corto, ho detto loro perché non mi piaceva e volevo che non piacesse nemmeno a loro così avrebbero dovuto insultarla”.

Gli alunni in cerchio si sono passati la mela tra loro, insultandola a turno.
Poi la Dutton ha iniziato con l’altra mela un approccio completamente diverso, ha iniziato a far passare la mela tra gli alunni dicendo parole gentili:

“Sei una mela deliziosa, la tua pelle è bella, che bel colore che hai”.

All’esterno le mele sembravano identiche ma quando la Dutton le ha tagliate a metà per mostrare l’interno, la verità era un’altra: la mela maltrattata all’interno era ferita, con la polpa schiacciata, mentre l’altra mela era intatta.

Nel suo post Dutton ha scritto:

“Quando le persone sono vittime di bullismo, specialmente i bambini, si sentono orribilmente dentro e qualche volta non mostrano o raccontano agli altri come si sentono dentro, se non avessimo aperto quella mela insultata non avremmo compreso quanto dolore le avevamo causato”.

L’insegnante racconta in una mail nell’Huffington Post che voleva tenere una lezione sul potere delle parole e una recente esperienza con una persona poco gentile era stata il propellente per sviluppare la tematica del bullismo.

Dutton ha affermato:
“Questo mi ha dato l’inspirazione di cui avevo bisogno di mostrare ai bambini ciò che le parole possono fare: con esse possiamo tirarci su a vicenda o possiamo distruggerci, l’attività della mela ferita è un’esperienza visiva perfetta per aiutare i ragazzi a capire”.

L’insegnante di 31 anni ha annotato come, quando ha tagliato la mela, la lezione è arrivata a un vero punto di svolta:

“E’ stato un momento cruciale per i bambini e gli adulti presenti in classe, potevo vedere nei loro volti che avevano compreso”.

Dopo è seguita una produttiva conversazione in cui i ragazzi facevano riferimento a dei momenti della loro vita.

La Dutton spera che i ragazzi facciano buon uso di questo insegnamento:

“Noi abbiamo l’abilità di arrestare i comportamenti negativi. Possiamo insegnare ai bambini che non è giusto rivolgere parole poco gentili al prossimo e discutere su come ci fa sentire, ci saranno sempre più danni e ferite se nessuno fa niente per fermare il bullismo”.

L’obiettivo della Dutton invece è:

“Creare una generazione di ragazzi gentili che si supportano l’uno con l’altro. La lingua non ha ossa ma è abbastanza forte da spezzare un cuore. Perciò state attenti con le vostre parole”.

Vi è piaciuta questa lezione unimamme? Contribuirete anche voi a contrastare il bullismo?

Firma: Francesca Peluso

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