Il metodo Montessori: il pensiero, la pedagogia e gli obiettivi

Il metodo Montessori è un approccio educativo che ha rivoluzionato la pedagogia: ecco una prima panoramica.

Tra le tante scelte che i genitori si trovano a fare quando decidono in quale scuola mandare i propri figli, una fondamentale è sicuramente la scelta dell‘approccio pedagogico che accompagnerà i bimbi durante gli anni scolastici, e quando ci si pone questa domanda si apre un ventaglio enorme di possibilità. Una scelta possibile è la scelta di una scuola in cui si utilizza il metodo Montessori, che prende il nome dalla sua elaboratrice, la pedagogista, medico, scienziata ed educatrice Maria Montessori.

Insegnante e bimbi in classe

Ciò che comunemente viene chiamato “metodo Montessori”, per ammissione della sua stessa creatrice, non è proprio un metodo, cioè non è qualcosa di esterno costruito ad hoc per ottenere dei risultati, ma è il modo naturale attraverso cui il bambino apprenderebbe se non fosse condizionato dalla società.

La Montessori basa il proprio approccio pedagogico sulla convinzione che il bambino debba essere lasciato libero, e,  in questa libertà, avere la possibilità di entrare in contatto con la propria capacità creativa, tanto da riuscire, tra le altre cose, anche a trovare,  all’interno di questa libertà, una propria disciplina che, quando crescerà, lo aiuterà a vivere in modo armonioso ed equilibrato.

La libertà del bambino va inoltre incoraggiata, proprio per la concezione secondo cui il bambino ha in sé una naturale propensione all’apprendimento, che laddove non si intervenga con misure costrittive, si sviluppa e si consolida naturalmente.

Ci sono tre grandi punti fondamentali attorno ai quali si articolano il pensiero e la pedagogia della Montessori:

  • un ambiente adatto: ovvero un ambiente a misura di bambino, pensato per il bambino (e non per un piccolo adulto), in cui i tempi i ritmi e i modi che si seguono e si favoriscono sono quelli del bambino, e non dei tempi strutturati secondo dei criteri di produttività, oppure orientati al raggiungimento di un risultato finale. La Montessori, nel corso della propria carriera, fece aprire moltissime “Case del Bambino“, luoghi costruiti perché i bambini potessero avere la possibilità di interagire con un luogo che desse loro la possibilità di seguire con spontaneità i propri desideri; 
  • possibilità dei bambini di entrare in contatto diretto con i “materiali didattici” che vengono messi a disposizione e a portata di bambino. Oggetti e materiali possono essere usati dai bimbi in qualsiasi momento,  senza che i bambini li debbano chiedere o che abbiano bisogno di essere aiutati nel prenderli. In questo modo la struttura si adatta al desiderio del bambino, e non il contrario. I materiali degli oggetti  presenti nell’ambiente scolastico sono gli stessi presenti nella vita quotidiana, quindi niente materiali infrangibili o oggetti pensati solo per i bambini, ma tutti elementi che diano la possibilità al bimbo di apprendere i “limiti” delle cose che lo circondano, che possono rompersi, spezzarsi… e quindi anche quale sia l’uso corretto degli oggetti. Questo stimola il bambino ad apprendere in autonomia, a controllarsi e ad essere attento.
  • il ruolo dell’insegnante, mai dominante, ma di guida e osservazione dei comportamenti dei bambini. Le attività su cui si concentra il metodo sono quelle di tipo pratico, legate anche ad ambiti di gestione della vita quotidiana come:  lavarsi, vestirsi, mettere in ordine, tagliare, apparecchiare… In questo modo il bambino impara a gestire il proprio tempo e sceglie di cosa occuparsi, prendendosi la responsabilità di rimettere in ordine tutto ciò che decide di utilizzare, a  comportarsi in maniera rispettosa, senza sopraffare il compagno, senza  interrompere il lavoro di un altro e trattando le proprie cose e quelle altrui con cura. Oltre alle attività destinate al singolo ci sono anche attività collettive, in cui i bambini sono invitati dall’insegnante a momenti di condivisione o di ascolto.

Molte altre sono le caratteristiche del metodo Montessori, che analizzeremo però in post successivi, per darvi una panoramica puntuale e approfondita su questo approccio, che ha rivoluzionato la storia della pedagogia e l’educazione di molti ragazzi.

Se nel frattempo volete approfondire, ecco alcuni link utili: una community online che si occupa di educazione e un sito intitolato a Giovanni De Sio Cesari, professore di filosofia che tra le varie cose, ha approfondito anche lo studio su Maria Montessori.

Firma: Gioia Salvatori

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