Ragazza sequestrata e abusata per mesi. E’ ora di dire basta!

Una modella svedese di 23 anni è stata sequestrata e stuprata per sei mesi da un uomo di 42 anni. L’aguzzino aveva già scontato una pena per lo stesso reato. Una storia di violenza e misoginia

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A Cinisello Balsamo (Milano) un quarantaduenne italiano è stato arrestato per aver sequestrato e stuprato una ragazza per sei mesi. L’uomo era uscito di galera nel 2013 per una condanna analoga.

La ragazza, 23 anni, è svedese ed era giunta in Italia per inseguire il sogno di fare la modella. Ha conosciuto il suo aguzzino su Facebook. L’uomo si spacciava per fashion manager e l’aveva circuita facendole credere che avrebbe potuto realizzare il suo desiderio. Le garantiva servizi fotografici e sfilate sulle passerelle che contavano.

L’uomo era dolce e pieno di attenzioni, sembrava che stesse nascendo una storia sentimentale e la giovane aspirante modella ha deciso di trasferirsi in casa sua. una volta nell’appartamento l’incubo ha avuto inizio. Calci , pugni, schiaffi abusi e minacce continue. Sei mesi di segregazione feroce  e con il toltale disprezzo di una vita umana. Il maniaco la costringeva a chiamare i  familiari in Svezia per rassicurarli e fargli credere che tutto procedesse per il meglio.

Un vicino di casa ha sentito delle urla,  causate dall’ennesimo abuso dell’uomo, e ha chiamato i carabinieri. Le forze dell’ordine sono intervenute e una volta dentro l’appartamento hanno subito realizzato l’orrore che si era perpetrato tra quelle mura. Il violentatore ha cominciato a blaterare frasi senza senso ed è stato tradotto in commissariato.

La ragazza era in evidente stato di choc e ci ha messo del tempo prima che potesse cominciare a parlare. Quello che ha raccontato agli inquirenti è stato un inferno lungo sei mesi. L’uomo era stato in galera per quattro anni, dopo aver sequestrato un’altra ragazza di 18 anni. La teneva in un garage, riservandole lo stesso ignobile trattamento della modella svedese.

Tralasciando le critiche sulle maglie della giustizia, fin troppo larghe in Italia, il punto è un altro. In questo Paese c’è una cultura misogina difficile da estirpare. Non basta la parità dei diritti, tanto decantati sulla carta ma nei fatti ci sono ancora mille discriminazioni (soprattutto nel mondo del lavoro). La società non può continuare a vivere nell’ipocrisia di un’uguaglianza di facciata, le cronache sono piene di donne uccise da mariti, ex mariti, spasimanti rifiutati, amanti troppo gelosi, ubriachi e drogati dal pugno facile. il sopruso sulle donne si vede anche nelle “piccole” cose; soffermarsi a guardare un uomo al volante che litiga con una donna su un’altra vettura ad esempio, o datori di lavoro che si concedono delle licenze con le dipendenti.

Vorrei vedere un’alzata di scudi continua, senza tregua ogni maledetto giorno, ogni volta che una donna viene colpita ma sembra che sia diventata routine. Vorrei vedere levarsi alta l’indignazione come è successo con i genitori , gli esponenti politici e i pennivendoli che hanno gridato allo scandalo di fronte al “Gioco del Rispetto” proposto negli asili di Trieste. Accuse di propaganda gender e minaccia per la futura esistenza del concetto stesso di famiglia tradizionale. Parole al vento, allarmismi senza fondamento, quando lo scopo di quel progetto è uno e uno soltanto: insegnare ai bambini che femmine e maschi sono uguali.

L’uguaglianza va seminata nei cuori dei bambini perché possano portarla con loro fino a quando diventeranno adulti. Perché un mondo dove gli uomini camminino con le donne al loro fianco, e non tenendole tre passi indietro, è un mondo giusto.

Unigenitori cosa ne pensate?

(Fonte Il Fatto Quotidiano)

Firma: Davide Testa

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