Mutilazioni genitali femminili: muore una ragazzina ma il medico va sotto processo, è la prima volta!

Un medico in Egitto è sotto processo per aver provocato la morte di una ragazza egiziana tredicenne sottoposta a mutilazione genitale. Ecco una storia in cui alcune Ong dimostrano la loro forza!

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Come vi abbiamo già ricordato in passato, le mutilazioni genitali femminili sono una piaga che ancora affligge 125 milioni di donne in tutto il mondo.

In Egitto però finalmente qualcosa si sta muovendo, perché un medico è finito sotto processo per aver causato la morte di una ragazzina tredicenne sottoposta a mutilazione genitale.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, è stata una Ong chiamata Women’s Center for Guidance and Legal Awareness a portare il caso in tribunale.

Il padre della ragazza infatti aveva ritrattato la sua versione dei fatti dopo aver ricevuto un’offerta dal medico che aveva operato la figlia.

Una volta accertato con la perizia che Sohair è morta mentre veniva mutilata, abbiamo ottenuto tramite diverse pressioni al Consiglio Nazionale per la Popolazione Egiziana l’istituzione di una commissione di inchiesta che è riuscita a far partire il processo” ha riferito Suad Abu Dayeh, coordinatrice di un’altra ong che ha contribuito all’incriminazione dei due uomini.

Purtroppo se a livello legislativo la giustizia si sta muovendo per fare il suo corso, la mentalità comune rimane ancora molto omertosa circa le mutilazioni genitali femminili.

La situazione, in Egitto, appare particolarmente drammatica. Il 91% delle donne sono state mutilate e le varie organizzazioni non riescono a fare molto per cambiare la situazione, poiché questa orribile usanza ha radici molto profonde.

Si tratta infatti di una tradizione tribale pre-islamica molto diffusa nei paesi musulmani.

Sebbene questa pratica sia stata condannata dalle autorità sunnite, diversi sceicchi invitano a praticarla.

Ora però i responsabili della barbara morte della tredicenne egiziana rischiano una condanna fino a 6 anni.

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, spera che questo processo possa contribuire alla messa al bando di questa pratica.

Secondo Nuori il governo dovrebbe aiutare le Ong che tentano di informare la popolazione anche nei villaggi più remoti.

E voi unimamme che cosa ne pensate di questa notizia, eravate al corrente della drammatica situazione egiziana riguardo le mutilazioni genitali femminili? Anche in questo caso, viene da dire grazie ONG!

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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