Nomi, significati e onomastici: oggi si festeggia Carlo

Oggi si festeggia Carlo: un nome grande e dal significato nobile e si ricorda il Santo patrono di librai, catechisti, maestri, invocato per scongiurare il pericolo di malattie contagiose.

carloUno dei nomi più diffusi in Italia è Carlo che si festeggia oggi.

Di derivazione tedesca, significa “uomo libero”. Il nome, usato fin dall’antichità, fu portato anche da numerosi re e imperatori, tra cui il famoso Carlo Magno.

Chi si chiama Carlo ha in sé una fermezza senza eguali. Con il vigore fisico e la forza morale sarà in grado di superare qualsiasi difficoltà e giungerà sempre alla meta.

Le varianti maschili sono:

  • Carletto
  • Carlino
  • Carluccio
  • Karlo
  • Karol
  • Carlos
  • Charles

Al femminile, invece, abbiamo:

  • Carla
  • Carletta
  • Carlina
  • Carluccia
  • Carlotta
  • Carolina

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 3
  • colore: rosso
  • pietra: rubino
  • metallo: bronzo

Il Santo del giorno: San Carlo Borromeo

Per quanto riguarda il Santo, il 4 novembre si festeggia San Carlo Borromeo. Nato nel 1538 nella Rocca dei Borromeo, sul Lago Maggiore, era il secondo figlio del Conte Giberto e quindi, secondo l’uso delle famiglie nobiliari, fu consacrato a Dio a 12 anni.

In un secolo in cui l’altezza media degli uomini non superava il metro e sessanta, il Borromeo era alto più di un metro e ottanta. Così lo descrive Federico Rossi di Marignano, non solo era molto alto, ma era anche di corporatura robusta. Occorre anche ricordare che durante la vita adulta Carlo Borromeo portò sempre la barba, anche se la vasta iconografia seicentesca lo raffigura rasato.

San Carlo Borromeo fu grande nella carità, nella dottrina, nell’apostolato ma soprattutto nella pietà e nella devozione. “Le anime si conquistano con le ginocchia “. Si conquistano cioè con la preghiera, e preghiera umile. San Carlo Borromeo fu uno dei maggiori conquistatori di anime di tutti i tempi.

A soli 22 anni fu nominato Cardinale. Amante dello studio, fondò a Roma un’accademia secondo l’uso del tempo, detta delle “Notti Vaticane”.

Nel 1562, morto il fratello maggiore, avrebbe potuto chiedere la secolarizzazione, per mettersi a capo della famiglia. Restò invece nello stato ecclesiastico, e fu consacrato Vescovo nel 1563, a 25 anni.

Entrò trionfalmente a Milano. La sua arcidiocesi era vasta come un regno e la visitò in ogni angolo preoccupato della formazione del clero e delle condizioni dei fedeli. Fondò seminari, edificò ospedali e ospizi. Profuse, inoltre, a piene mani, le ricchezze di famiglia in favore dei poveri. Nello stesso tempo, difese i diritti della Chiesa contro i signorotti e i potenti.

Durante la terribile peste del 1576 si prese cura dei malati. Bruciato dalla febbre, continuò le sue visite pastorali, senza mangiare, senza dormire, pregando e insegnando.

Morì a Milano 3 novembre del 1584, a soli 46 anni lasciando ai milanesi il ricordo di una santità seconda soltanto a quella di un altro grande Vescovo milanese, Sant’Ambrogio.

Per concludere, San Carlo Borromeo è patrono dei

  • librai
  • catechisti
  • maestri
  • legatori di libri

Lo s’invoca, inoltre, per scongiurare il pericolo di malattie contagiose.

Allora unimamme, ne sapete abbastanza per chiamare il vostro bambino Carlo?

Firma: Stella Dibenedetto

Notizie Correlate

Commenta