Nomi, significati e onomastici: oggi si festeggia Gennaro

Cosa significa Gennaro? Quando si festeggia? Perché attribuire questo nome al proprio figlio?

bambino di nome gennaroGennaro è uno dei nomi più diffusi in Campania e al Sud in generale, in Italia ci sono circa  95273 persone con questo nome.

Dal latino Ianuarius, significa “nato a gennaio”, mese che a sua volta trae il nome da Giano, dio bifronte romano che presiedeva alle porte e ai passaggi, all’inizio dell’anno, all’inizio del mese e di qualsiasi attività. Al nome Gennaro, dunque, vengono attribuiti due significati:

  • “nato il mese di gennaio”
  • “consacrato a Giano”.

Tradizionalmente infatti, nell’antichità, il nome era attribuito ai bambini nati nel mese di gennaio.

Essendo la Napoli il paese della scaramanzia per eccellenza, anche al nome Gennaro sono stati attribuiti dei portafortuna:

  • Numero fortunato: 4
  • Colore: rosso
  • Pietra: Rubino
  • Metallo: ferro

Molto simpatiche anche alcune varianti come:

  • Gennarino
  • Rino
  • Gennariello

Al femminile, invece, abbiamo Gennara, festeggiata il 2 marzo, in ricordo di Santa Gennara martirizzata.

Il Santo del giorno: San Gennaro

L’onomastico di Gennaro si festeggia il 19 settembre, in ricordo proprio di San Gennaro, patrono di Napoli, che fu vescovo di Benevento e fu martirizzato a Pozzuoli nel 305. Sotto il pontificato del Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła) è tornato ad essere anche patrono delle due Sicilie, cioè del sud Italia.

Sulla sua vita non si hanno notizie storicamente documentate, convenzionalmente si crede che Gennaro sia nato verso l’anno 272, molto probabilmente a Benevento, città di cui diventerà vescovo dove, la pietà popolare individua, ancora oggi, la sua casa natale, in alcuni ruderi romani siti nella via a lui intitolata.

La sua storia è stata tramandata da opere agiografiche dove la realtà e la leggenda spesso s’intrecciano.

Il fatto che portò alla consacrazione di San Gennaro sarebbe avvenuto all’inizio del IV secolo durante le persecuzioni dei cristiani da parte dell’imperatore Diocleziano. All’epoca, Gennaro era il vescovo di Benevento e si recò, insieme al lettore Desiderio e al diacono Festo in visita ai fedeli a Pozzuoli. Venuto a sapere dell’arresto del diacono Miseno Sossio, per ordine del persecutore Dragonzio, governatore della Campania, i tre si recarono allora in visita dal prigioniero, ma avendo fatto professione di fede cristiana, furono anch’essi arrestati e condannati da Dragonzio ad essere sbranati dagli orsi nell’anfiteatro di Pozzuoli. Il giorno dopo però, mancando il governatore, il supplizio fu sospeso. Fu quindi dato ordine di decapitare Gennaro e i suoi compagni. Condotti nei pressi del Forum Vulcani (l’attuale Solfatara di Pozzuoli), essi furono decapitati nell’anno 305.

Secondo la tradizione, subito dopo la decapitazione, sarebbe stato raccolto del sangue, e conservato da una pia donna di nome Eusebia che lo racchiuse in due ampolle, divenute, oggi, oggetto di un culto popolare particolarmente intenso. Le due ampolle (lacrimatoi) contenenti sangue allo stato solido, che ogni anno si liquefà miracolosamente, sono conservate nel Duomo di Napoli.

Il miracolo di San Gennaro avviene tre volte l’anno:

  • il primo sabato di maggio e negli otto giorni successivi in ricordo della prima traslazione da Pozzuoli a Napoli;
  • il 19 settembre e per tutta l’ottava (8 giorni successivi) in ricordo della decapitazione;
  • il 16 dicembre per la “festa del patrocinio di San Gennaro”, in memoria della disastrosa eruzione del Vesuvio nel 1631.

Siccome non sempre è avvenuto, negli anni, il popolo napoletano ha attribuito alla velocità del prodigio un auspicio positivo, mentre una sua assenza o un prolungato ritardo è considerato un segno negativo.

La liquefazione del sangue è innegabile e, finora, non sono state trovate spiegazioni scientifiche.

San Gennaro viene invocato:

  • contro le coliche
  • mali intestinali in genere

Insomma unimamme, Gennaro è un nome davvero importante da portare. Siete sicure di voler chiamare il vostro bambino così?

 

Firma: Stella Dibenedetto

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