Nomi, significati e onomastici: oggi si festeggia Guglielmo

Conosciamo il significato di questo nome e le caratteristiche di San Guglielmo di Malavalle, che visse i suoi ultimi anni in un eremo per espiare le sue colpe.

guglielmoCare unimamme, oggi festeggiamo Guglielmo, nome che deriva dal germanico Willihelm o Willahelm, formato dagli elementi wil (o wilja, willio, “volontà”, “desiderio”) e helm (o helma, “elmo”, “protezione”), di incerto significato complessivo spesso viene interpretato come “elmo della volontà”, “uomo protetto dalla volontà”o “colui al quale la volontà fa da difesa”.

Chi porta questo nome è una persona idealista che ama l’avventura. Negli affetti è il punto di riferimento sul quale tutti fanno affidamento. È fedele, corretto, generoso e istintivo.

Varianti del nome:

  • Gulielmo
  • Vilelmo
  • Villelmo
  • Villermo

Varianti al femminile:

  • Guglielma
  • Guglielmina

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 9
  • colore: arancio
  • pietra: ametista
  • metallo: ferro

Santo del Giorno

Per quanto riguarda il santo, il 10 febbraio si festeggia San Guglielmo di Malavalle, noto anche come Guglielmo di Aquitania e San Guglielmo il Grande, eremita e contemplativo. Sulla sua vita si sa poco e le testimonianze sulla sua vita sono tutte successive alla sua morte.

Secondo una tradizione toscana, ed in parte accreditata dalla piccola biografia scritta dal suo primo discepolo Alberto, Guglielmo è stato un cavaliere francese della famiglia ducale d’Aquitania.

Si racconta che per la sua condotta di vita immorale e sregolata, intorno al 1140 Papa Eugenio III non gli ha concesso il perdono per qualcosa di grave commessa e lo ha scomunciato.

Si tramanda inoltre che Guglielmo grazie a Bernardo di Chiaravalle si converte e intraprende tre grandi pellegrinaggi medioevali:

  • a Santiago di Compostela,
  • a Roma
  • a Gerusalemme.

Giunto, successivamente, in Toscana diviene eremita, vivendo gli ultimi anni della sua vita in preghiera, silenzio, digiunando e facendo penitenza.

Il discepolo Alberto, un anno dopo la morte di Guglielmo, trascrive tutti gli insegnamenti ricevuti fissando la Regola Guglielmita, di derivazione benedettina, e nel 1211 Papa Innocenzo III approva l’ordine di San Guglielmo.

La comunità degli eremiti di Malavalle, così si chiamavano i seguaci di Guglielmo, si poi è diffusa in Toscana, nel Lazio e nelle Marche, e nel 1244 sono nate le prime comunità anche  all’estero, in Francia, in Belgio, in Boemia e in Ungheria.

La festività di San Guglielmo è il 10 febbraio ma, nella maremma toscana, si festeggia di solito agli inizi di maggio con delle feste e delle processioni fino all’eremo.

Ti abbiamo convinto a chiamare tuo figlio come quest’uomo che dopo una vita dissoluta si dedicò alla preghiera e alla penitenza?

Firma: Francesca Nicoletti

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