Nomi, significati e onomastici: oggi si festeggia Marcello

Conosciamo a fondo le origini di questo nome che significa “sacro a Marte”.

Marcello

Care unimamme, oggi festeggiamo coloro che si chiamano Marcello, nome molto diffuso in tutta Italia che deriva dal gentilizio romano Marcellus e significa “sacro a Marte”, al quale era dedicato anche il mese di Marzo.

Addirittura, sembra che i nomi con la radice Mar fossero dati ai bambini nati proprio in questo mese. La radice è di origine indoeuropea e significa “colpire, spaccare”, dalla stessa deriva anche il termine “martello”.

Chi si chiama Marcello si adatta alle circostanze senza essere troppo pretenzioso. Non si lascia scoraggiare da niente, neanche dagli insuccessi. Quando vuole una cosa fa di tutto per ottenerla. È circondato di persone amiche che lo stimano e lo approvano. È un ottimo oratore e non permette che gli altri gli pestino i piedi. Negli affetti è una persona sensibile. Ha un alto senso dell’umorismo e anche una memoria straordinaria.

Varianti del nome:

  • Marcellino
  • Marcelo
  • Marcelliano
  • Cellino
  • Celino

Varianti al femminile:

  • Marcella
  • Marcellina
  • Marcela
  • Cellina
  • Celina
  • Celinia

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 7
  • colore: arancio
  • pietra: berillio
  • metallo: rame

Per quanto riguarda il santo, il 16 gennaio si festeggia San Marcello Papa, purtroppo di lui non si molto, le fonti sono incerte poiché per tanto tempo è stato confuso con San Marcellino. Da quanto a noi giunto sembra che Marcello fosse un cittadino romano eletto papa dal clero intorno alla metà del 308, subito dopo Marcellino e che trovò la chiesa in una situazione disastrosa, dovuta alla persecuzione sotto l’Impero di Diocleziano.

I luoghi di culto e alcuni cimiteri erano stati confiscati e le attività ordinarie erano state interrotte. Inoltre, vi erano molte persone che, durante la persecuzione, avevano abiurato la fede e che pretendevano di essere riammessi in comunione senza fare la dovuta penitenza. Marcello, appena eletto papa, riorganizzò la Chiesa.

Secondo il Liber Pontificalis suddivise il territorio in 25 distretti (tituli) assimilabili alle nostre parrocchie, a capo dei quali vi era un presbitero che controllava tutte le operazioni religiose. Pretese che tutti coloro che avevano abiurato e che volevano essere riammessi nella chiesa dovessero sostenere la giusta penitenza.

A causa dei  disordini scoppiati durante l’impero del sovrano Massenzio, Marcello fu esiliato in un luogo ignoto.

Questo avvenne alla fine del 308 o all’inizio del 309, in base a quanto riportato sul “Catalogo Liberiano”, che parla di un pontificato non più lungo di 1 anno, 6 (o 7) mesi e 20 giorni.

Marcello morì dunque in esilio poco dopo aver lasciato Roma e fu subito venerato come santo. I suoi resti sono deposti nell’antica urna di basalto verde presso l’altare maggiore della Chiesa di San Marcello al Corso.

Ti abbiamo convinta a chiamare tuo figlio Marcello?

Firma: Francesca Nicoletti

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