Nomi, significati, onomastici: oggi festeggiamo Camillo

Scopriamo il significato di questo nome e le caratteristiche che accomunano un pò tutti i Camillo nonchè la vita di San Camillo De Lellis che da persona rissosa e attaccabrighe si converte e aiuta i malati

camilloCare unimamme, oggi festeggiamo Camillo, nome che deriva dal termine camillus che indicava il ragazzo che assisteva il sacerdote durante la messa e i riti sacri in genere. Questo termine col tempo è diventato un cognomen, ovvero il soprannome dei un ramo della gens Furia, alla quale appartiene Furio Camillo. Nella cultura etrusca Camillus, alla greca Kadmîlos era il corrispondente del dio romano Mercurio.

Chi porta questo nome è una persona passionale, tenace e volitiva. È di indole impulsiva e irruenta ma allo stesso tempo capace di ritornare sui suoi passi e di scusarsi per ogni sbaglio commesso. In amore è possessivo e non perdona facilmente le persone che tradiscono la sua fiducia.

Varianti del nome:

  • Cammillo
  • Lillo

Varianti del nome al femminile:

  • Camilla
  • Cammilla
  • Lilla  

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 1
  • colore: giallo
  • pietra: topazio
  • metallo: oro

Per quanto riguarda il santo, il 14 luglio, si festeggia San Camillo de Lellis (Bucchianico, 25 maggio 1550 – Roma, 14 luglio 1614) religioso e presbitero italiano.

Camillo nasce in una famiglia aristocratica da Giovanni, ufficiale al servizio della Spagna e dall’anziana Camilla Compelli che lo partorisce a quasi 60 anni e muore quando Camillo ha 13 anni. Cresce nell’accidia e nella superbia attaccando brighe per un nonnulla. Il padre, visto il suo carattere irruento, decide di avviarlo alla carriera militare ma, nel 1570, un’ulcera al piede lo costringe ad abbandonare la compagnia e a recarsi a Roma per sottoporsi alle cure presso l’ospedale di San Giacomo degli Incurabili. Guarito viene assunto come inserviente presso lo stesso ospedale ma ben presto viene allontanato per la sua mancanza di propensione alla fatica.

Morto il padre, Camillo torna alle armi diventando soldato di ventura al servizio prima della città di Venezia e poi della Spagna. Ritorna alla vita dissoluta di prima, da rissoso e attaccabrighe, e inizia a vagabondare attraverso l’Italia fino a quando giunge a Manfredonia dove viene assunto nel convento dei Cappuccini e dove inizia il suo cammino di conversione tanto da diventare frate cappuccino a Trivento. Purtroppo, però, gli torna la piaga al piede ed è costretto a tornare a Roma per curarsi.

Camillo rimane nell’ospedale degli incurabili ben quattro anni e qui matura definitivamente la sua vocazione per l’assistenza ai malati e ai bisognosi e, con altri suoi cinque compagni, consacrati alla cura degli infermi fonda, nell’agosto del 1582, la “Compagnia dei Ministri degli Infermi”. Una volta guarito dalla piaga Camillo si trasferisce al convento della Maddalena e inizia a prestare servizio nell’ospedale di Santo Spirito in Sassia.

Guidato spiritualmente da Filippo Neri riprende a studiare e il 26 maggio del 1583 viene ordinato sacerdote e nel 1591 Papa Gregorio XIV impressionato positivamente dal modo in cui Camillo e i suoi amici prestano soccorso ai malati trasforma la Compagnia dei Ministri degli Infermi nell’Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi. L’ordine si diffonde velocemente anche in molte altre città italiane, Napoli, Milano, Genova, Palermo, Bologna, Mantova e altre ancora.

Nel 1607, Camillo, a causa della sua malattia, lascia la direzione dell’Ordine ma continua comunque ad assistere i malati fino al giorno della sua morte avvenuta il 14 luglio 1614 mentre si trovava nel convento della Maddalena, diventato sede dell’Ordine. Qui riposa il suo corpo.

È stato beatificato da papa Benedetto XIV il 7 aprile del 1742 e canonizzato dallo stesso il 29 giugno del 1746.

Papa Leone XIII, nel 1886, dichiara Camillo, insieme a San Giovanni di Dio, Patrono degli ospedali e dei malati, Pio XI, nel 1930, lo proclama Patrono degli infermieri e Paolo VI, nel 1964, lo proclama protettore della Regione Abruzzo e dieci anni dopo, nel 1974, Protettore particolare della sanità militare italiana.

La reliquia del suo cuore è custodita nel Santuario a lui dedicato a Bucchianico, suo paese natale.

Se hai deciso di chiamare tuo figlio come quest’uomo che dopo aver condotto una vita sregolata e rissosa è stato capace di ritornare sui suoi passi convertendosi e aiutando i più bisognosi gli auguriamo la sua stessa forza e il suo stesso coraggio nel riconoscere i propri sbagli e chiedere perdono. Buon onomastico!

Firma: Francesca Nicoletti

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