Nomi, significati, onomastici: oggi festeggiamo Giovanni

Festeggiamo uno dei nomi più usati in Italia e conosciamo, da vicino, la vita di un uomo carismatico e affascinante qual è stato Karol Wojtyla, il nostro Papa Giovanni Paolo II.

GiovanniCare unimamme, oggi festeggiamo Giovanni, nome molto diffuso in Italia terzo solo a Giuseppe e ad Antonio, che deriva dall’ebraico Yehōchānān, composto da Yehō– (o Yah), abbreviazione di Yahweh (nome proprio di Dio nella tradizione ebraica) e da chānān che significa “ebbe misericordia (o grazia)”, vuol dire letteralmente “Dio ha avuto misericordia (o grazia)” o “Dono di Dio”.

In antichità questo nome veniva imposto a un figlio atteso per tanto tempo e giunto quando i genitori avevano perso la speranza di essere rallegrati dalla nascita di un bimbo.

Chi porta questo nome è una persona molto apprezzata per la sua simpatia contagiosa. Riesce a coinvolgere nel divertimento, con estrema facilità, anche le persone più timide e riservate. Dona tutto se stesso alle persone a cui vuole bene ma non accetta i tradimenti e le bugie.

Varianti del nome:

  • Gianni
  • Ianni
  • Ioanni

Varianti del nome al femminile:

  • Giovanna
  • Gianna
  • Ioana

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 5
  • colore: giallo
  • pietra: topazio
  • metallo: oro

Il Santo del giorno

Il questo giorno, 22 ottobre, ricordiamo San Giovanni Paolo II, nato Karol Józef Wojtyła (Wadowice, 18 maggio 1920 – Città del Vaticano, 2 aprile 2005), vescovo di Roma, papa della Chiesa cattolica.

Karol Wojtyła è il terzo figlio di Emilia e di Karol Wojtyła senior, un ex-ufficiale dell’esercito asburgico. Nel 1929 Karol rimane orfano di mamma morta per un’insufficienza renale e per una malattia cardiaca congenita. Appena avuta la notizia della morte prematura della mamma Karol dice “Era volontà di Dio”. Un altro triste lutto colpisce il piccolo Wojtyla, nel 1932, infatti, muore il fratello medico Edmund a causa della scarlattina contratta da una paziente. Un’altra sorella, di nome Olga, era morta poco tempo dopo la sua nascita nel 1914. Il padre Karol senior, uomo molto religioso, lo fa studiare presso la comunità ebraica Wadowice.

Nel 1938, insieme a suo padre, lasciano Wadowice e si trasferiscono a Cracovia, dove frequenta la facoltà di Filologia, lingua e letteratura polacca presso l’Università Jagellonica. Nello stesso periodo inizia ad appassionarsi delle lingue straniere e frequenta un corso di francese. Nell’arco della sua vita, poi, Karol riesce a imparare e a parlare, correttamente, 11 idiomi diversi: polacco, slovacco, russo, italiano, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, ucraino e inglese, oltre al latino ecclesiastico.

Intanto, nel settembre del 1939, la Germania invade la Polonia che vede il suo territorio occupato dapprima dalle forze naziste e poi da quelle sovietiche. Scoppia la seconda guerra mondiale e Karol e il padre fuggono da Cracovia verso est e si nascondono dentro i fossi per nascondersi dai velivoli della Luftwaffe, l’aviazione militare tedesca. Dopo avere camminato per 200 chilometri, insieme ad altri fuggitivi, venuti a conoscenza dell’invasione russa della Polonia sono costretti a far ritorno a Cracovia.

L’Università Jagellonica viene chiusa e circa 200 studenti nengono arrestati. Tutti imaschi abili sono obbligati a lavorare e Karol diventa fattorino per un ristorante e, nel frattempo, si dedica allo studio e alla sua passione per il teatro dove mette in pratica atti di resistenza culturale. Dall’autunno del 1940, e fino al 1944, Karol lavora nelle cave di pietra della Solvay dove si produce la soda caustica, importante in quel periodo bellico. Grazie a questo lavoro gli rilasciano un documento di identità, Ausweis, che lo risparmia dalla deportazione in Germania.

Nel frattempo, nel 1941, muore il padre e nel 1942 Karol entra nel seminario clandestino diretto dal cardinale Sapieha, arcivescovo di Cracovia. Nell’agosto del 1944 inizia la rivolta di Varsavia e il 6 agosto, conosciuto come il “lunedì nero”, la Gestapo rastrella la città di Cracovia, deportando i giovani maschi. Quando la Gestapo perquisisce la sua casa, Wojtyła riesce a scampare alla deportazione nascondendosi dietro una porta e si rifugia, poi, nell’Arcivescovado, dove rimane fino alla fine della guerra.

Karol Wojtyla viene ordinato sacerdote da Adam Stefan Sapieha, arcivescovo di Cracovia, il 1° novembre del 1946 e si trasferisce a Roma per proseguire gli studi teologici presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, meglio conosciuta come Angelicum. Nel 1948 ritorna in Polonia, nel 1958 diventa vescovo ausiliario di Cracovia e quattro anni dopo assume la guida della diocesi come vicario capitolare.

Il 30 dicembre 1963 diventa, sotto papa Paolo VI, arcivescovo di Cracovia e partecipa al Concilio Vaticano II, contribuendo alla stesura di due documenti storici tra i più importanti ed influenti prodotti dal concilio (Dignitatis Humanae e Gaudium et Spes). Il 26 giugno del 1967 viene investito come Cardinale e a Cracovia si oppone al regime comunista.

Nel 1978 muore Paolo VI e Karol partecipa all’elezione di Papa Giovanni Paolo I, il patriarca di Venezia Albino Luciano che muore dopo solo 33 giorni di pontificato. Nell’ottobre dello stesso Wojtyla ritorna a prendere parte del Conclave, dove il 16 ottobre si assiste alla fumata bianca. Il nuovo papa, il 264esimo, è proprio Karol Wojtyla che sceglie il nome di Giovanni Paolo II, in onore del suo predecessore. In tutti è ancora vivo il ricordo di questo papa polacco che affacciato dalla loggia della Basilica di San Pietro in Vaticano tiene il suo primo discorso dicendo “se mi sbaglio mi corrigerete!”.

Tante le novità del pontificato di Papa Giovanni Paolo II, tra le quali ricordiamo, nel 1982, l’elevazione dell’Opus Dei al rango di prelatura personale e nel 1983 promulga la nuova versione del Codice di diritto canonico. Il suo pontificato è stato caratterizzato da un’intensa attività pastorale che lo ha portato in ogni parte del mondo. Ha operato per la difesa della pace e per migliorare le relazioni con le altre religioni, in primo luogo con anglicani ed ortodossi.

Il 13 maggio del 1981 subisce un attentato dal killer professionista turco Mehmet Ali Ağca, appartenente ai Lupi grigi, un gruppo di estrema destra, in seguito al quale viene sottoposto a un intervento di 5 ore e mezza. Due anni dopo Papa Giovanni Paolo II si reca in carcere a parlare con il suo attentatore perdonandolo per il gesto da questi compiuto.

Indice, nel 1983-1984, il Giubileo Straordinario della Redenzione, e indice, tra i vari appuntamenti il Giubileo dei Giovani, al quale parteciparono oltre trecentomila giovani provenienti da tutto il mondo. Agli stessi ragazzi, i papa boys, poi, il papa dà appuntamento al 31 marzo del 1985 a Tor Vergata, nella città di Roma, dove i ragazzi che aderiscono formano un fiume in piena. Istituisce, così le Giornate Mondiali della Gioventù che lo vede protagonista, ogni due anni, con i suoi papa boys in queste giornate di preghiera e gioia. La GMG del 1995, svoltasi a Manila alla presenza di quattro o cinque milioni di persone, è considerato il più grande raduno umano della storia.

Nel 1992 Papa Giovanni Paolo II viene sottoposto a un intervento per rimuovere un tumore al colon. Si ammala del Morbo di Parkinson ma continua, incessantemente, il suo cammino nella fede e la sua opera di divulgazione della parola di Dio. Non si ferma neanche quando non riesce quasi a farsi comprendere.

Il 1º del febbraio 2005 è ricoverato all’Ospedale Gemelli di Roma per un peggioramento della malattia. Il 30 marzo, mercoledì, il Papa appare alla finestra su piazza San Pietro per poco tempo. Tenta inutilmente di parlare. Quella è l’ultima volta che si mostra in pubblico prima di morire. Papa Giovanni Paolo II muore il 2 aprile 2005 all’età di 84 anni alle ore 21:37 a causa di un’infezione dell’apparato urinario. L’annuncio della morte venne dato dal portavoce vaticano Joaquín Navarro-Valls. Un “amen” sarebbe stata l’ultima parola pronunciata dal pontefice.

I funerali ufficiali si tengono dopo sei giorni dalla sua morte, venerdì 8 aprile 2005, celebrati dal cardinale Joseph Ratzinger in piazza San Pietro, con la partecipazione di un altissimo numero di capi di stato e di governo, più di 200 le delegazioni ufficiali e i rappresentanti di tutte le religioni. La folla acclama “Santo subito”. Giovanni Paolo II riposa, oggi, nella cappella di San Sebastiano nella Basilica di San Pietro.

Il 1° maggio del 2011 Benedetto XVI tiene la cerimonia di beatificazione di Wojtyla e lo scorso 27 aprile, Papa Francesco, lo ha nominato Santo insieme a Giovanni XXIII.

Care Unimamme, se avete deciso di chiamare vostro figlio come questo grande uomo che non ha mai cessato di servire Dio, anche quando ormai visibilmente stanco, vogliamo augurgli il suo stesso carisma e la sua stessa tenacia. Cosa ne pensate della vita di questo Papa straniero che ha avvicinato milioni di ragazzi di etnie e culture diverse tra loro?

(Fonte: wikipedia.it)

Firma: Francesca Nicoletti

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