Nomi, significati, onomastici: oggi festeggiamo Olga

Conosciamo l’origine di questo nome e la vita di Sant’Olga di Kiev che da donna cinica e sanguinaria si converte al Cristianesimo espiando le sue colpe e aiutando i più bisognosi

olgaCare unimamme, oggi festeggiamo Olga, nome tipicamente russo che deriva dall’antico nome scandinavo Helgi che significa propriamente “la Santa

Varianti del nome:

  • Elga

Varianti del nome al maschile:

  • Oleg

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 8
  • colore: rosso
  • pietra: rubino
  • metallo: oro

Per quanto riguarda il santo, l’11 luglio, si festeggia Sant’Olga di Kiev, battezzata Elena, (Pskov, 879 – Kiev, 11 luglio 969), appartenente all’aristocrazia di Kiev.

Olga nasce in una famiglia nobile variago della casata Izbork, in un villaggio nel pressi del fiume Velika, vicino la città Pskov. Nel 903 sposa il principe Igor, divenuto dopo nove anni Gran Principe di Kiev. Nel 945 Igor muore assassinato dalla tribù dei Derevljani lasciando Olga vedova.

Dopo la morte del marito Olga diventa la Sovrana di fatto fino al compimento della maggiore età del figlio Svyatoslav di appena tre anni. I membri della tribù dei Derevljani vogliono che Olga sposi il loro principe Mal per renderlo sovrano di Kiev ma lei si oppone perché vuole conservare il trono al figlio e per convincerla i Derevljani mandano venti dei loro uomini migliori e più valorosi per convincerla e lei, per nulla intimorita, li fa seppellire vivi.

Olga, dopo aver ucciso i mandanti, invia un messo dal principe Mal tramite il quale gli fa sapere che è disposta a sposarlo solo se manda a lei le persone più sagge per organizzare il matrimonio. Il principe accetta e manda a Olga le persone migliori, quelle più capaci a governare le terre. Al loro arrivo la Sovrana offre ai suoi ospiti un bagno di vapori per riposarsi dal lungo viaggio sostenuto. Una volta che tutti i saggi dei Derevljani sono dentro all’edificio Olga chiude pe porte a chiave e appicca il fuoco bruciandole vive.

Ormai i Derevljani sono privi degli uomini più forti e più saggi e Olga con estrema facilità stermina l’intera tribù. Con una scusa li invita a banchettare sulla tomba del marito e, dopo averli fatti ubriacare, li fa uccidere dai suoi uomini che poi si recano nel villaggio dei Derevljani per distruggere i sopravvissuti, ma una volta giunti lì i Derevljani implorano pietà e chiedono di poter pagare un tributo con pelli e mieli. Olga accetta ma al posto del miele e delle pelli chiede tre piccioni e tre passeri per ogni casa.

Appena ricevuto il tributo Olga fornisce ogni soldato del suo esercito di un piccione o di un passero al quale i soldati devono attaccare un pezzo di zolfo ricoperto con un pezzo di stoffa. Giunta la notte tutti i volatili fanno ritorno ai loro nidi e la Sovrana fa appiccare il fuoco. Nessuna casa rimane in piedi. La gente fugge dalla città catturati dall’esercito della Sovrana.

Una donna feroce e sanguinaria che si converte al cristianesimo e cambia modo di vivere. Nel 957 Olga si reca a Costantinopoli e viene battezzata dal Patriarca Polieucte, il suo padrino è Costantino VII Porfirogenito. Con il battesimo assume il nome di Elena e ritornata a Kiev, si dedica ad aiutare i più bisognosi e fa distruggere tutti gli altari sui quali si facevano sacrifici pagani. Fallisce, però, il suo tentativo di convertire il proprio popolo al cristianesimo.

La venerazione per Olga comincia, nel 996, sotto il governo del nipote Vladimiro, che fa traslare il corpo della zia nella chiesa, da lui fatta erigere in pietra, dedicata alla Santissima Madre di Dio. Nonostante fossero passati alcuni anni dalla morte, il corpo di Olga è rimasto integro e incorrotto dal tempo, circostanza che, a quei tempi, indicava, per gli ortodossi, l’elevazione del defunto a santo.

Se hai deciso di chiamare tua figlia come questa donna che si è convertita al cristianesimo chiedendo a Dio perdono per tutto il male commesso espiando le proprie colpe le auguriamo la sua stessa consapevolezza nel distinguere il male dal bene. Buon onomastico!

 

Firma: Francesca Nicoletti

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