Nomi, significati, onomastici: oggi festeggiamo Rita

Scopriamo le caratteristiche di coloro che portano questo nome e conosciamo meglio la vita di Santa Rita da Cascia, diventata suora in tarda età, realizzando un suo desiderio giovanile.

Care unimamme, oggi festeggiamo Rita, nome molto diffuso sul territorio italiano, che deriva dal nome Margherita, tratto dal greco μαργαριτης margarites, passato poi al latino margarita, che significa “perla“, “piccola perla”.

Chi porta questo nome è una persona generosa, altruista e comprensiva. Rita ha sempre una parola di conforto per tutti, su di lei si può fare sempre affidamento. Negli affetti dona tutta se stessa ricoprendo di attenzioni le persone amate.

Varianti del nome al maschile:

  • Rito

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 9
  • colore: verde
  • pietra: smeraldo
  • metallo: mercurio

Per quanto riguarda il santo, il 22 maggio, si festeggia Santa Rita da Cascia, al secolo Margherita Lotti (Roccaporena, 1381 – Cascia, 22 maggio 1457), monaca agostiniana.

Rita è figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri, che diventano genitori in età avanzata. Antonio e Amata sono persone molto religiose e insegnano loro a leggere e a scrivere la piccola Rita, educandola ai valori cristiani.

Il primo evento considerato miracoloso riguardo la giovane Rita è la leggenda delle api bianche, secondo la quale questi insetti laboriosi avrebbero deposto il loro miele sulle labbra della piccola quand’era in culla senza pungerla.

Rita fin da giovane desidera diventare suora ma i genitori le suggeriscono di sposarsi e lei, ragazza mite, rispettosa e ubbidiente, li asseconda sposando a soli 15 anni colui che era già stato promesso, Paolo Mancini, conosciuto anche come Paolo di Ferdinando, ufficiale comandante della guarnigione di Collegiacone, un uomo orgoglioso e autoritario. Dal loro matrimonio nascono due figli, forse gemelli, Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Rita dedica la sua vita alla famiglia cercando di convertire il marito e in realtà ci riesce tanto da educare i figli alla religione cristiana.

Rita e Paolo vivono insieme e in serenità circa diciotto anni, fino a quando Paolo Mancini viene ucciso mentre rientra a casa probabilmente per mano di suoi ex compagni rancorosi. Rita, da buona cristiana, perdona gli assassini del marito e quando apprende la voglia di vendetta dei figli si affida alla preghiera chiedendo per loro la morte piuttosto che saperli assassini. Poco tempo dopo entrambi i figli si ammalano e muoiono.

Rimasta completamente da sola Rita esaudisce il suo desiderio giovanile, ovvero prendere i voti e dedicarsi a Dio, al carisma Agostiniano che in quel di Cascia è molto presene nel monastero di Santa Maria Maddalena. Ben tre volte fa richiesta di entrare a far parte del monastero ma il suo stato di vedova e l’omicidio del marito le fanno da ostacolo. Solo dopo aver pacificato gli animi tra la famiglia del marito e quella dell’assassino riesce ad entrare in monastero. La leggenda narra che in piena notte Rita è portata in volo dentro le mura del monastero dai suoi tre santi protettori (Agostino d’Ippona, Giovanni Battista e Nicola da Tolentino) dallo scoglio di Roccaporena (luogo dove ella prega). La badessa, compresa la vera fede di Rita, la accoglie in monastero, dove rimane fino alla morte, dedicandosi alla preghiera.

Nel periodo del noviziato la Madre Badessa, mettendo alla prova la sua vocazione, le fa annaffiare un arido legno nel chiostro del Monastero. Rita riesce con il suo amore e la sua costanza a dar vita all’arido legno facendo nascere i frutti. Ancora oggi nel chiostro è possibile ammirare la meravigliosa vite che ogni anno produce abbondanti frutti, così come il roseto.

Si racconta che la sera del Venerdì Santo, avrebbe ricevuto una spina dalla corona di Cristo che le si conficca sulla fronte rimanendo lì per quindici anni, fino al giorno della sua morte, giorno in cui sul letto di morte compaiono le api nere.

Alla sua morte, il 22 maggio 1457, il suo corpo è deposto in una cassa di legno di pioppo costruita da un uomo zoppo miracolato dalla Santa e poi successivamente in un’altra, con il volto della Santa, ancora oggi visibile e conservata nella cella dove è morta, nella parte antica del Monastero di Cascia.

Numerosi i miracoli verificatisi fin subito dopo la morte di Rita tanto da definirla “santa degli impossibili”.

Nel 1627, ben 180 anni dopo la sua morte, Urbano VIII la dichiara Beata e nel 1900 Leone XIII la canonizza Santa.

I resti della Santa, conservati in una teca di vetro e argento, riposano nella basilica di Santa Rita da Cascia, rivestito dall’Abito agostiniano cucito proprio dalle suore del Monastero.

Recenti ricognizioni mediche hanno confermato la presenza, sulla zona frontale sinistra, di tracce di una lesione ossea aperta confermando la presenza di un corpo estraneo. Dalla stessa ricognizione si evince anche che la Santa era alta 1 metro e 57 cm.

Numerose sono le feste in onore della Santa in Italia e anche all’estero, basti pensare che si documentano gruppi di fedeli anche in Australia.

Se hai deciso di chiamare tua figlia come questa donna credente capace di perdonare gli assassini del marito e di realizzare il suo desiderio di tutta una vita vogliamo augurare lei la sua stessa capacità di riprendere la vita in mano e di rialzarsi dopo ogni caduta con maggiore motivazione ad andare avanti. Buon onomastico!

Firma: Francesca Nicoletti

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