Nomi, significati, onomastici: oggi festeggiamo Romano

Scopriamo che caratteristiche possiede chi si chiama così e conosciamo la vita di San Romano di Condat, che ha vissuto da eremita insieme al fratello Lupicino.

RomanoCare unimamme, oggi festeggiamo Romano, nome diffuso in Italia, che deriva dal latino Romanus che significa “originario di Roma“, “abitante di Roma”.

Chi porta questo nome è una persona pratica, realista e intuitiva. In amore, Romano, è spesso geloso e, a volte, addirittura morboso. Ama fare lunghe passeggiate immerso nella natura. La lettura è il suo pane quotidiano. Simpatico e coinvolgente è sempre circondato da amici.

Varianti del nome:

  • Roman
  • Romanino
  • Romanello

Varianti al femminile:

  • Roma
  • Romana

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 7
  • colore: rosso
  • pietra: rubino
  • metallo: rame

Per quanto riguarda il santo, il 28 febbraio, si festeggia Romano di Condat (Izernore, 390 – Saint-Claude, 28 febbraio 463) monaco ed abate.

Romano nasce a Izernore, nell’attuale diocesi di Belley-Ars, molto giovane i genitori lo mandano a studiare a Lione dove è allievo dell’abate Sabino. All’età di 35 anni si ritira nelle foreste del Massiccio del Giura dove vive da eremita come i Padri del deserto della Tebaide. Il suo giaciglio è sotto un gran pino solitario che lo protegge con le sue fronde dal cattivo tempo, si nutre di frutti selvatici e si disseta alla sorgente vicina. Pianta le sementi che si è portato ottenendo buoni raccolti che lo aiutano nel suo sostentamento. Dopo qualche anno lo raggiunge suo fratello Lupicino, rimasto vedovo e i due continuano a vivere da eremiti digiunando e facendo penitenza.

La notizia dei due fratelli eremiti si diffonde e, dopo qualche anno, vengono raggiunti da tanti giovani che vogliono imitarli e, per ospitarli, Romano costruisce il monastero di Condat mentre il fratello Lupicino ne costruisce un altro a Lauconne, distante pochi chilometri dal precedente. Poiché i due fratelli hanno due caratteri diversi, Romano è più buono e accomodante mentre Lupicino è più severo e rigoroso, si alternano nella direzione dei due monasteri per intervenire laddove uno fallisce a causa del suo carattere, come quando, per esempio quando la severità di Lupicino sconforta i monaci interviene il buon Romano a infondere coraggio e dolcezza.

In entrambi i monasteri la regola è una ed è quella di Romano secondo la quale non si mangia carne, raramente è possibile alimentarsi con latte e uova, si vestono pelli di animali e si calzano zoccoli, sia in inverno che in estate. Solo dopo qualche secolo a queste due comunità è data la regola benedettina, secondo la quale per far fronte alle tentazioni bisogna impegnare il tempo nella preghiera personale, nella preghiera di gruppo e il tempo rimanente deve essere dedicato al lavoro.

Anche la sorella Iola li raggiunge presso i monasteri e Romano e Lupicino fondano per lei il monastero femminile di La Baume, di clausura, chiamato successivamente Saint Romain de Roche, costruendolo su di una roccia a strapiombo sulla riva del fiume, che ben presto accoglie oltre cento monache.

Nel 444 Romano è convocato dal vescovo d’Arles che venuto a conoscenza della sua opera lo ordina  sacerdote per dargli più autorevolezza, ma per lui non cambia niente, infatti rimane sempre umile e gentile con i suoi confratelli. Muore a Condat, nel suo monastero, intorno al 460.

Si invoca San Romano contro il pericolo di possessione demoniaca.

Se hai deciso di chiamare tuo figlio come questo Santo tenace e volitivo che ha raccolto proseliti ovunque, gli auguriamo di ricevere la stessa stima nutrita da costoro verso il loro mentore. Buon onomastico.

Firma: Francesca Nicoletti

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