Nomi ,significati, onomastici: oggi festeggiamo Rosalia

Conosciamo l’antica e simbolica etimologia di questo bellissimo nome e la vita di Santa Rosalia, vergine Patrona della città di Palermo.

rosalia

Care unimamme, oggi festeggiamo Rosalia. Questo nome ha una etimologia controversa che  può essere ricondotta a due derivazioni. Una fa risalire il significato all’unione tra i termini germanicihroth, “gloria“, o hros”, “cavallo”, poi reinterpretati per affinità col nome “rosa“.  L’altra deriva dal nome provenzaleRocelinlatinizzato in Rosàlia e significacorona di rose“. Dobbiamo comunque annotare che il nome può essere sicuramente associato alle feste popolari romane che venivano celebrate nel periodo di massima fioritura delle rose. Queste feste, chiamate proprio “rosalie” consistevano in un pranzo in cui venivano date agli invitati le rose che questi ultimi avrebbero portato sulle tombe dei loro defunti, a simboleggiare la bellezza e la caducità della vita. Le bambine nate durante le rosalie, venivano spesso chiamate Rosalia, cioènata durante le rosalie“.  Il nome è rimasto molto comune nel meridione e soprattutto in Sicilia dove venne portato dai normanni.

Chi si chiama Rosalia è sempre alla ricerca di qualcosa di diverso da quello che ha. Carattere avventuriero, ama viaggiare. Persona forte e dal cuore impavido che non si arrende di fronte alle lotte della vita. E’ paziente, fedele e negli affetti riesce a trasferire tutta la sua generosità ed affettuosità.

Varianti del nome:

  • Lia
  • Rosalie

Varianti al maschile: 

  • Rosolino

Simboli associati al nome

  • numero fortunato: 6
  • colore: verde
  • pietra: smeraldo
  • metallo: argento

Il Santo del giorno 

Il questo 4 settembre festeggiamo una figura femminile molto amata e venerata in Italia, Santa Rosalia Sinibaldi. Santa vergine appartenente alla famiglia nobile dei Sinibaldi.

Rosalia è nata a Palermo intorno al 1120, secondo la tradizione la sua nascita è stata annunciata ai genitori, il conte Ruggero e la contessa Elvira, mentre ammiravano il tramonto. Un angelo apparve pronunciando queste parole:

Ruggero io ti annuncio che, per volere di Dio, nascerà nella casa di Sinibaldo, tuo congiunto, una rosa senza spine”, sulla base di questa annunciazione la bambina venne chiamata Rosalia.

Il padre di Rosalia era padrone degli attuali territori di Santo Stefano di Quisquina e Bivona, in provincia di Agrigento. Un giorno per disavventura il Ruggero fu attaccato da un animale ed a salvarlo fu il conte Baldovino. Per ringraziarlo Ruggero ha voluto ricambiarlo con un dono, ma la richiesta di Baldovino è stata la mano di Rosalia. 

All’indomani della pretenziosa richiesta, Rosalia si presenta  alla corte con le bionde trecce tagliate declinando l’offerta e decidendo di ritirarsi in un monastero.  Si trasferisce quindi al monastero delle Basiliane a Palermo, ma qui sia i genitori che il pretendente marito continuarono a dissuaderla dal cammino di fede intrapreso. 

Rosalia per sfuggire a questa insistenza decide di rifugiarsi a Bivona, presso una grotta che si trovava nei terreni posseduti dal padre. Qui la sua fama si diffonde fino a far si che la grotta diviene luogo di pellegrinaggio. Rosalia per sfuggire dai pellegrini decide così di andare via anche da Bivona, e si trasferisce sul Monte Pellegrino. Anche queto luogo diviene presto meta di pellegrinaggio.

Il 4 settembre del 1165 Rosalia viene trovata morta proprio dai pellegrini.

La tradizione vuole che Rosalia salva Palermo dalla terribile peste arrivata da Tunisi che qui si abbatte nel 1624. Per questo grande miracolo la Santa diviene Patrona della città. 

A Palermo la liturgia che la venera è molto sentita. Qui ogni anno il 14 e il 15 luglio, si ripete il tradizionale “Festino” che culmina nello spettacolo pirotecnico del 14 notte e dalla processione in suo onore del 15. In questi giorni la statua della ‘Santuzza’, (così viene chiamata la santa dai devoti),troneggia sulla cima della cosiddetta ‘macchina’ che è un carro a forma di nave circondata da altre statue. Sul carro vi è  anche una banda musicale, che viene trasportato per la città. Il 4 settembre invece si ripete il rito della tradizionale “acchianata” che in dialetto siciliano significa “salita”, e rappresenta il percorso di pellegrinaggio che conduce i devoti fino al Monte Pellegrino dove si trova il santuario a lei dedicato. In Sicilia Rosalia è venerata in molti altri luoghi: Campofelice di Roccella, Bivona e Santo Stefano Quisquina, Alia, Novara di Sicilia, Capaci, Gravina di Catania, Santa Croce Camerina, per citare alcuni dei comuni in cui si celebra il suo ricordo. 

Care Unimamme conoscevate il significato bellissimo e simbolico di questo nome? Sapevate di Santa Rosalia, della sua storia e della profonda venerazione nutrita nei riguardi di questa santa? 

(fonte: wikipedia.it)

Firma: Manuela Leone

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