Nomi, significati, onomastici: oggi festeggiamo Veronica

Scopriamo l’origine e il significato di questo bellissimo nome e conosciamo la vita di Santa Veronica Giuliani che pur di servire il suo Dio accetta umiliazioni di ogni genere da consorelle e superiori

veronicaCare unimamme, oggi festeggiamo Veronica, forma latina del nome greco Φερενικη Pherenike, Bερενίκη Berenìke che è composto da φερω phero, “portare” e νικη nike,vittoria” che vuol dire “portatrice di vittoria“, “la vittoriosa“.

Ad onor del vero la corretta forma latina era Bernice, da cui è deriva l’attuale Berenice, mentre il nome Veronica si ottiene alterando l’espressione ecclesiastica latina vera icona, “vera immagine“, che si riferisce alla sacra sindone.

Chi porta questo nome è una persona molto riflessiva, a prima vista sembra superficiale ma in realtà è molto profonda e pondera ogni sua scelta. Non ama condividere le sue cose nemmeno con le persone che ama. Veronica è alla continua ricerca di approvazioni e le piace stare al centro delle attenzioni e per la sua insicurezza a volte permette ad altri di fare delle scelte al suo posto.

Varianti del nome al maschile:

  • Veronico

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 9
  • colore: blu
  • pietra: zaffiro
  • metallo: argento

Per quanto riguarda il santo, il 9 luglio, si festeggia Santa Veronica Giuliani, nata Orsola (Mercatello sul Metauro, 1660 – Città di Castello, 9 luglio 1727), badessa e mistica italiana.

Veronica da molto giovane viene affidata alla protezione del Salvatore da parte della madre sul letto di morte e da subito ne diventa devota. Grazie al suo essere paziente e con l’aiuto delle preghiere riesce a convincere il padre, che la vuole sposa di qualche nobile, a permetterle di entrare nel convento delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello.

Entra nel convento a soli diciassette anni prendendo il nome di Veronica. All’età di trentatré anni inizia a vivere delle situazioni mistiche, la più visibile l’incoronazione di spine che le lascia sull’intera fronte profonde e acute ferite per le quali i medici non trovano spiegazione logica.

Con l’autorizzazione dei suoi superiori fa un digiuno che dura tre anni durante i quali si nutre esclusivamente di pane e acqua. Il giorno del Venerdì Santo nel 1697 mentre prega Dio le appare Gesù Crocifisso che le imprime le sacre stimmate. I suoi superiori per accertare che si tratta di volere divino la depongono dalla carica di maestre delle novizie e la rinchiudono in una cella dell’infermeria trattandola come una strega, deridendola, maltrattandola, scomunicandola e privandola della Comunione. In tutto questo la buona quanto mesta Veronica si rammarica solo di non poter ricevere il corpo di Gesù e di non poter assistere alla Santa Messa.

Una volta presa coscienza della veridicità di quanto le accade le sue consorelle e i suoi superiori mutano il loro disprezzo in stima verso Veronica.

Nel 1716 Veronica viene eletta badessa e qui rimane fino al giorno della sua morte, il 9 luglio 1727, dopo cinquant’anni di vita claustrale.

Alla sua morte, dietro richiesta del vescovo di Città di Castello, Alessandro Codebò, i medici Giovanni Francesco Bordiga e Giovanni Francesco Gentili controllano il cadavere di Veronica e scoprono, durante l’autopsia, che il cuore era “trafitto da parte a parte”.

Veronica scrive un diario composto da ben 22.000 pagine rilegate in 36 volumi, nelle quali pagine non c’è traccia di cancellatura o di correzione e persino di punteggiatura.

Veronica è beatificata in Piazza San Pietro da Pio VII nel giugno 1804 e il 26 maggio 1839 Gregorio XVI la canonizza Santa davanti ad una folla enorme.

Nel 1978 il vescovo di Città di Castello, Cesare Pagani, fonda il Centro studi Veronica Giuliani.

Nel 2010, in occasione dei 350 anni dalla nascita, la diocesi di Città di Castello ha indetto un giubileo diocesano denominato Anno Veronichiano, nel quale tutti coloro che si recano presso la basilica cattedrale, la chiesa del monastero delle Cappuccine e la chiesa parrocchiale di Santa Veronica nel quartiere La Tina ottengono l’indulgenza plenaria.

Se hai deciso di chiamare tua figlia come questa donna che ha accettato qualsiasi umiliazione pur di servire il suo Dio dedicando la sua vita alla preghiera vogliamo augurarle la sua stessa tenacia e la sua stessa umiltà. Buon onomastico!

 

Firma: Francesca Nicoletti

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