Nomi, significati,onomastici: oggi festeggiamo Giovanni

Conosciamo le caratteristiche di chi si chiama Giovanni e ricordiamo la vita di un uomo definito da Papa Giovanni Paolo II il “professore Santo”.

giovanni

Care Unimamme, oggi festeggiamo Giovanni, nome molto diffuso in Italia, e terzo solo a Giuseppe e ad Antonio. La sua derivazione ci riporta all’ebraico “Yehōchānān, composto da “Yehō-” o “Yah, abbreviazione di Yahweh, il nome di Dio nella tradizione ebraica, e da “chānān” che significa “ebbe misericordia o grazia“. Letteralmente vuol dire “Dio ha avuto misericordia o grazia” o “Dono di Dio”. Di solito “Giovanni” veniva usato ad un figlio molto atteso e nato quando ormai i genitori avevano perso la speranza di avere un bimbo.

Chi porta questo nome è una persona molto benvoluta per la sua simpatia contagiosa. Riesce a coinvolgere nel divertimento, con estrema facilità, anche le persone più timide e riservate. Dona tutto se stesso alle persone a cui vuole bene ma non accetta i tradimenti e le bugie e se tradito non riesce più a essere più quello di prima. Giovanni è una persona sempre in movimento e non si ritiene mai sazio di sapere. È istintivo e si lancia a capofitto in ogni sua azione. In amore è un po’ “farfallone” ma se innamorato non ha occhi che per la sua dolce metà.

Varianti del nome:

  • Gianni
  • Ianni
  • Ioanni

Varianti del nome al femminile:

  • Giovanna
  • Gianna

I simboli associati al nome sono:

  • numero fortunato: 5
  • colore: giallo
  • pietra: topazio
  • metallo: oro

 

Santo del giorno

In questo giorno, 23 dicembre festeggiamo San Giovanni da Kety. Nato a Kety, Polonia, nel 1397, è stato un sacerdote e teologo polacco, proclamato santo da Papa Clemente XIII nel 1767. A 27 anni è docente di filosofia ma il suo percorso di approfondimento non si fermerà mai, Giovanni continua a studiare intraprendere anche studi di teologia. A  34 anni viene ordinato sacerdote, ma lui sceglie di continuare anche ad insegnare. Viene inserito nel clero della collegiata di San Floriano in Cracovia: una chiesa che è stata costruita nel XII secolo in un paese ancora di campagna, ma ad oggi assorbito dallo sviluppo della città capitale della Polonia. Dopo una breve esperienza parrocchiale in provincia e  torna però a stabilirsi a Cracovia, tornando anche all’amata cattedra universitaria.

Giovanni diviene precettore dei prìncipi della casa reale polacca, proprio da questo suo incarico ci viene tramandato il racconto di un episodio avvenuto durante un ricevimento a casa reale. A volte infatti il sacerdote non poteva esimersi dal partecipare a qualche festa mondana, così un giorno si è presentato a un banchetto in abiti dimessi e viene messo alla porta da un domestico. Giovanni va quindi a cambiarsi d’abito e torna alla villa dove stavolta lo fanno entrare. Durante il pranzo un inserviente distratto gli rovescia un bicchiere sul vestito, Giovanni gli sorride in modo rassicurante e dice:  “E’ giusto che anche il mio abito abbia la sua parte: è grazie a lui che sono potuto entrare qui“.

Affamato di sapere e prodigo nell’aiutare le persone bisognose, tantissimi poveri di Cracovia vedono in lui un aiuto, un riferimento, entra nei miseri rifugi portando quello che spesso è necessario a lui. Ne sfama tanti ma non con le ricchezze che non possiede, ma con la sua paga di insegnante e con i suoi digiuni.
Ciò che spinge la gente di Cracovia a volerlo santo dopo la morte, avvenuta a Cracovia nel 1476,  sono le lezioni di amore che teneva lungo le strade e nelle case, tra malnutriti e ammalati. Nel 1600, papa Clemente VIII lo proclama venerabile, e il suo corpo viene trasferito nella chiesa di Sant’Anna in Cracovia. Nel 1767, un altro Clemente, papa Clemente  XIII lo iscrive tra i santi. Al ricordo di Giovanni è consacrata una cappella nella chiesa di San Floriano, dove a metà del XX secolo iniziava il suo servizio di vicario parrocchiale il giovane sacerdote Karol Woytila. Così Waoytila divenuto papa Giovanni Paolo II, in visita a Cracovia il 9 giugno 1979, ha ricordato quest’uomo chiamandolo il “professore santo” di quell’università:  “All’Ateneo da me tanto amato auguro la benedizione della Santissima Trinità e la perpetua protezione di Maria, Sede della Sapienza, come anche il patrocinio fedele di san Giovanni da Kety, suo professore più di 500 anni fa“.

In Polonia San Giovanni da Kety viene ricordato il 20 ottobre ed è stato proclamato patrono dell’arcidiocesi di Cracovia, degli insegnanti delle scuole cattoliche e della “Caritas”.

Care Unimamme, vi piace questo nome così ben augurante? Vi hanno colpito le caratteristiche di chi porta questo nome e la bellissima vita di questo santo tanto amato per le sue lezioni di “amore”?

(fonte: Santiebeati)

Firma: Manuela Leone

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