“Tuo figlio è in sovrappeso”: è giusto che la scuola invii lettere a casa?

L’obesità infantile è un fenomeno da combattere, per questo scuola e famiglie dovrebbero collaborare. Fino a che punto però?

obesità infantile

La battaglia per combattere l’obesità infantile è una crociata che la nostra società deve intraprendere seriamente, proponendo stili di vita sani e cibo altrettanto nutriente, bandendo dalle tavole dei più piccoli merendine e bevande zuccherate che tanti danni possono fare. Ricordo che quando ero piccola nessuna delle persone che mi circondava era particolarmente attenta all’educazione alimentare: mia nonna – non esattamente una nutrizionista – per merenda mi dava un panino burro e zucchero (e per burro intendo mezzo panetto).

Si sa che i bambini non amano molto frutta e verdura, ma si può trovare il modo di proporgliele magari in maniera divertente e colorata e se neanche questo funziona, bisogna armarsi di pazienza. Paola ad esempio non ha mai voluto saperne della frutta e adesso che va all’asilo ha incominciato a mangiarla.

Eppure il problema dell’obesità in Italia è serio: secondo le rilevazioni di OKkio alla Salute del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute e Istituto Superiore della Sanità, il nostro è il Paese con il più alto tasso di bambini con problemi di peso, con il 22,2% dei bambini in sovrappeso e il 10,6% in condizione di obesità (questo al 2012).

La soluzione è ovviamente una vita sana con dieta varia e sport. Anche scuola e famiglia dovrebbero collaborare per far sì che i bambini possano star meglio, appunto proponendo menù bilanciati. L’istituzione scolastica dovrebbe quindi fermarsi “solo” a bandire il cibo spazzatura? A quanto pare sì, visto quello che è successo in Inghilterra.

Obesità infantile: la scuola deve consigliare le famiglie di mettere a dieta i figli? 

Anche in UK il problema dell’obesità dei più piccoli è particolarmente sentito: più di uno su cinque è già in sovrappeso o obeso quando inizia la scuola, e alla fine della scuola primaria lo è uno su tre. Pertanto, come riporta The Guardian, alcune scuole hanno inviato delle lettere a casa invitando le famiglie a mettere i bambini a dieta.

Le reazioni non state proprio di quelle sperate: in molti hanno infatti l’hanno stracciata, probabilmente sentendosi offesi per il giudizio. In UK c’è un vero e proprio dibattito che si divide in due fazioni opposte:

  • chi pensa sia giusto che la scuola intervenga
  • e chi invece crede che spetti solo ai genitori intervenire.

Personalmente credo che se le famiglie si affidassero di più agli insegnanti anche la qualità dei nostri figli ne gioverebbe, pertanto – anche se in un primo tempo sarei sorpresa – sceglierei di seguire il consiglio, pur di mettere davanti a tutto il benessere delle mie figlie. Capisco però che ci vorrebbe più cultura e più informazione (ricordiamo che i problemi di nutrizione sono più elevati nelle zone disagiate), anche per evitare episodi di bullismo su bimbi in sovrappeso.

Chiudo con una nota personale: quando mio marito allenava una squadra di basket, il suo capo allenatore suggerì alla mamma di un bimbo di metterlo a dieta, perché aveva già degli evidenti problemi di peso. Per tutta risposta la madre ha ritirato il bambino dal corso.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Firma: Valentina Colmi

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