“Oggi mi laureo” e si getta nel vuoto: cosa può portare un ragazzo a questa scelta estrema?

La triste storia di un ragazzo di 28 anni che si è tolto la vita per aver mentito ai genitori.

disperazione


Ci sono eventi tragici che dopo lo sgomento iniziale devono portare a qualche riflessione, soprattutto per chi ha la fortuna di essere genitore. Si, è una fortuna, ma è anche un mestiere difficile. Talvolta qualsiasi cosa fai ti sembra di sbagliare, spesso ti chiedi cosa possa essere meglio per tuo figlio, ma poi capitano cose come questa e le domande iniziano a non avere più risposte.

Il dramma riguarda un ragazzo di 28 anni che si è lanciato dalla finestra della casa in cui viveva coi genitori e il fratello più piccolo. Si è tuffato nel vuoto dal quarto piano perchè la bugia che per anni aveva raccontato alla sua famiglia stava per essere scoperta e la paura di deludere le persone che più l’amavano ha preso il sopravvento.

Ragazzo di 28 anni muore suicida: non aveva mai sostenuto un esame all’università

Il ragazzo era per tutti un figlio modello di una famiglia normale di modesta estrazione sociale. Nel 2009 si era iscritto a ingegneria alla Sapienza di Roma e quando tornava a casa dicendo di aver sostenuto gli esami tutti passati col massimo dei voti gli occhi dei suoi genitori brillavano per la gioia e per l’orgoglio di avere un figlio così serio, così determinato.

I due lavoravano sodo nel negozio di alimentari di famiglia per mantenere il figlio agli studi e le tasse universitarie erano sempre state pagate nei 5 anni di corso, così come i libri e l’iscrizione a corsi e seminari aggiuntivi. Poi arriva il traguardo finale, la tanto sospirata laurea.

La discussione della tesi è fissata per l’11 novembre. Ma purtroppo nulla di tutto ciò è vero. Il ragazzo non ha mai frequentato neanche un minuto di università, e ovviamente non ci sarà nessuna discussione di laurea da fare. Nella notte l’unica via di fuga che il giovane intravede è stata quella finestra di camera sua. Il primo a ad accorgersi di quello che era accaduto è stato il fratello 25enne che con le sue urla, mentre osservava il corpo dall’alto, ha svegliato tutti.

Le prime parole del padre alla polizia sono state “mio figlio non era depresso, oggi doveva laurearsi”. Un veloce controllo con l’università e sul libretto universitario ha portato a galla la verità.

Una verità che però non spiega nulla. Una verità che lascia i genitori senza scampo. Una verità che lascia domande senza risposta.
Perché quella bugia? Perchè 5 anni di “maschera”?
Perchè nessuno si è accorto di niente?

E gli amici, sapevano? Avrebbero dovuto fare qualcosa?
Dove si è sbagliato?
E voi unimamme?
(Fonte: Corriere della Sera)

Firma: Valentina Colmi

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