Papà fotografa la figlia di 18 mesi in situazioni pericolose per un motivo FOTO

Un papà condivide su Instagram delle foto in cui mette volontariamente sua figlia in situazioni pericolose, ma attenzione: non è ciò che sembra.

Non c’è niente di più tenero di una foto con un bambino piccolo ed è esattamente quello che ha fatto Stephen Crowley, un 32enne che vive a Dublino. Peccato che la figlia Hanna sia stata messa volontariamente in situazioni pericolose. Come è potuto accadere?

Papà mette la figlia malata di Linfoistiocitosi Emofagocitica in “pericolo” ma non è come sembra

In realtà ovviamente Stephen non ha fatto nulla di tutto ciò: le foto della bimba in bilico sulle scale, mentre guida la macchina o mentre è seduta sul ciglio di un parapetto sono frutto di un lavoro di Photoshop.  L’uomo – che lavora come designer – ha postato le immagini su Instagram e molti le hanno accolte per ciò che sono, divertenti, mentre altri non hanno colto il senso dell’ironia e hanno detto che avrebbe dovuto “spararsi”.

Stephen l’ha fatto anche per una buona causa: Hanna infatti aveva un disordine immune molto raro, chiamato HLH, e ha trascorso 6 mesi del suo primo anno di vita – ora ha 18 mesi – in ospedale, facendo la chemioterapia e un trapianto di midollo osseo, l’unica cura possibile.

“Di 27 milioni di donatori nel mondo, solo 3 sono risultati compatibili e una donna anonima della Germania ha fatto la donazione. Siccome abbiamo saltato gran parte delle cose normali nel primo anno, abbiamo scattato tonnellate di fotografie adesso che siamo in grado di fare delle cose normali fuori dall’isolamento” ha detto l’uomo al sito Cafe Mom.

HLH sta per Linfoistiocitosi Emofagocitica , un disordine che fa sì che il sistema immunitario attacca tessuti e gli organi, incluso il midollo osseo, il fegato e il cervello.

Il trapianto di midollo è una parte molto importante del trattamento della HLH e Stephen spera che la popolarità che hanno raggiunto queste foto aiutino a far comprendere l’importanza di diventare donatori.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Firma: Valentina Colmi

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