Papà a tutti i costi: coppia gay paga 70 mila euro per un bambino

Una coppia gay per avere un figlio hanno messo in piedi una truffa: rinviati a giudizio assieme alla madre del bambino.

È vero che la strada per l’adozione è tortuosa e demoralizzante ma, allo stesso tempo, emozionante e ricca di momenti magici. Abbiamo anche mostrato cosa si prova quando, finalmente, l’adozione diventa realtà.

Per gli omosessuali questa strada è impossibile ma due gay, desiderosi di avere un figlio, hanno messo in scena una vera truffa. Ecco quale.

papà
Avvocato gay compra il figlio della cognata del compagno

È successo in un paesino in provincia di Pavia, un avvocato gay e il suo compagno albanese hanno deciso di comprare il figlio della cognata di quest’ultimo per averlo tutto per loro.

La donna, cognata del compagno dell’avvocato, era incinta e non navigava in buone acque. L’offerta di 70 mila euro sembrerebbe averla spinta a vendere il proprio bimbo ancora in grembo.

Per far sì che tutto sembrasse veritiero l’avvocato ha pensato bene di sposarsi civilmente con la donna, e ufficializzare il tutto. Una vera commedia studiata nei minimi dettagli, come riportato su IlFattoQuotidiano.

In pochi giorni hanno organizzato il matrimonio in Comune e alla nascita del bambino, avvenuta pochi giorni dopo il giorno delle nozze, l’avvocato ne ha fatto il riconoscimento dichiarando di esserne il papà.

Il piano prevedeva che, una volta realizzato il sogno di portare il bimbo a casa, i genitori biologici, ovvero il fratello del compagno dell’avvocato e la fidanzata, dovevano tornare in Albania e non farsi più vivi. Ma così non è andata.

Qualcosa, infatti, è andato storto nel piano dell’avvocato. Lo stesso non aveva fatto i conti con i suoi compaesani che insospettiti da questo matrimonio improvviso e conoscendo la vita sentimentale dell’uomo, innamorato e convivente da tempo con il compagno, hanno iniziato a commentare il tutto e ad allertare la Digos.

Per tale motivo la coppia ha fatto ritornare la mamma e il compagno di questa, per convincere le persone della veridicità di quel matrimonio.

Ma la convivenza forzata, anche se momentanea, tra la coppia omosessuale e i genitori biologici del bambino, nonché il mancato pagamento di quanto pattuito ha dato adito a continui litigi. Dei 70 mila euro infatti la donna e il fidanzato avevano avuto solo 5 mila euro, e quindi hanno deciso di denunciare l’accaduto alla polizia.

Anche dall’esame dei profili sui social network della coppia gay è emersa la costante assenza della mamma nelle foto condivise del neonato.

Dopo l’esame del DNA gli inquirenti hanno chiesto di rinviare a giudizio tutti la madre biologica, l’avvocato e il suo compagno per ‘alterazione di stato civile di un neonato’.

Oltretutto dalle dichiarazioni della madre è venuto anche fuori che il neonato stava vivendo in un contesto familiare privo di un riferimento certo: alcune notti dormiva con i genitori biologici, e altre con l’avvocato e il compagno.

Il bambino è stato immediatamente affidato al tribunale per i minorenni che lo ha portato in una comunità protetta e successivamente riaffidato alla sua mamma biologica.

Davvero una storia assurda.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Firma: Francesca Nicoletti

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