Parto olistico, un parto dolce e accompagnato anche in Italia (FOTO & VIDEO)

Presso un ospedale di Arezzo è possibile sperimentare il parto olistico.

mamma e neonato

Unimamme, voi eravate al corrente della possibilità di avere un parto olistico, che prevedesse cioè la possibilità di associare alla medicina tradizionale un approccio che non considera il singolo sintomo come qualcosa da far “sparire”, ma lo vede come un segnale del corpo e cerca quindi di controllarlo al fine di ritrovare un equilibrio fisico e psichico?

Parto olistico: di cosa si tratta?

Sappiate che in un ospedale pubblico, in Italia, è oggi possibile farlo: presso l’ospedale Bibiena, ad Arezzo, è infatti possibile vivere un’esperienza naturale e sperimentare il momento della nascita del proprio figlio in un modo rilassante, e dall’inizio dell’anno sono avvenute già 245 nascite, come riporta Arezzo Ora.

Il parto olistico prevede la presenza di un Diffusore Benessere multisensoriale in grado di erogare 4 diverse applicazioni:

  • aromoterapia: impiego di oli essenziali e piante aromatiche. Ci sarà un aroma calmante nelle prime fasi del travaglio, successivamente verrà introdotto un olio come la manta, ad effetto rinvigorente.
  • cromoterapia: i usano i colori per aiutare il corpo e la psiche a trovare un equilibrio. Il diffusore irradia i punti energetici del corpo più ricettivi
  • cristalloterapia: le pietre in quarzo trasparente presenti nel diffusore mantengono i 7 chakra aperti e luminosi, facendoli vibrare a determinate frequenze energetiche, aiutando a raggiungere l’equilibrio.
  • musicoterapia: oltre agli effetti fisiologici, la musica può sollevare l’immaginario e stimolare risposte negative

diffusore benessere

 

Questa, intuirete, è una nuova modalità di parto che rappresenta un’avanguardia in Italia e di cui alcune donne hanno già sperimentato i benefici aspetti.

Una mamma descrive così la sua esperienza: “io e mio marito abbiamo condiviso la gioia e il dolore fisico di ogni istante” e aggiungono, a proposito del parto olistico: “un metodo che ricorda costantemente la caratteristica fondamentale del parto: un evento del tutto naturale, dove con calma pazienza e semplici tecniche di respirazione si può gestire il dolore“.

Durante il travaglio viene segnalato su una griglia il grado di spiacevolezza del dolore, mentre alcuni programmi dedicati alle partoriente le aiutano a prepararsi all’esperienza.

“il diffusore, che abbiamo provato in sala parto ha reso tutto più tranquillo, meno traumatico e alquanto stimolante, sembra quasi di essere coccolati in una spa piuttosto che in sala part. Le luci, i colori, gli odori ma soprattutto la musica creano sicuramente giovamento in questi momenti, per quanto mi riguarda rispetto al primo parto ho avuto sensazioni ancora migliori” ha riferito una mamma che ha vissuto questa modalità di parto.

Oltre alle testimonianze dirette c’è anche il parere del dottor Francesco Catania, primario di ginecologia dell’ospedale che parla in modo positivo di questa scelta: “Una pratica che favorisce il rilascio di endorfine e quindi migliora la percezione del dolore. Si tratta di una tecnica che fa bene sia alla mamma, che al bambino”.

Sempre in quest’ospedale, viene praticata una tecnica di analgesia naturale, attuata mediante digitopressione (c.d. metodo Bonapace) da parte dei futuri papà alle partorienti. Oltre ad essere efficace nell’attutire il dolore, favorisce anche il legame nella coppia.

Segue un video in cui un’ostetrica di quest’ospedale racconta come funziona il parto presso la struttura.

 

 

Unimamme e voi cosa ne pensate di questa opportunità? Conoscevate il diffusore e il metodo Bonapace? Se fosse disponibile nel vostro ospedale provereste il parto olistico?

 

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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