Partorisce gemelli in casa, con un “travaglio” di 6 giorni e a distanza di 33 ore l’uno dall’altro

Lana, una mamma americana, ha partorito in casa i suoi gemelli. Il suo travaglio è durato sei giorni, ma lei ne è uscita più forte di prima.

Coppia con gemelli

La pratica di partorire in casa è una scelta che finora riguarda una piccola parte di donne, in Italia.

Il conforto delle mura domestiche e dei famigliari è però un richiamo molto allettante per qualsiasi mamma, oltre alla possibilità di decidere in prima persona come partorire, senza che ci sia qualcuno che si impone sulla vostra volontà in questo momento intimo e delicato.

In America infatti è sempre maggiore il numero di donne che effettuano questo tipo di parto.

E’ il caso di una mamma americana, incinta di due gemelli, che ha compiuto questa scelta, in modo molto consapevole, per se stessa e i suoi due bimbi, desiderando che loro entrassero in questo mondo nel modo più pacifico e affettuoso possibile.

La sua decisione però è andata incontro ad alcune difficoltà. Per prima cosa la perplessità di amici e parenti. Una volta però trovati un’ostetrica e un medico di supporto, tutto sembrava ben avviato, finché dopo una visita le è stato detto che uno dei due piccoli era podalico.

Nonostante il medico le avesse suggerito di programmare un cesareo, Lana, la protagonista, dopo essersi ben informata, ha stabilito di proseguire nel suo intento di partorire in casa, rassicurata anche dal parere dell’ostetrica che aveva aiutato a far nascere altri gemellini podalici.

Le contrazioni sono iniziate un lunedì e Lana ha chiamato tutta eccitata marito, levatrice e la propria madre. Giunti a martedì sera però le contrazioni erano ancora lievi. Lana si è accorta che forse a distoglierla dalla concentrazione necessaria era proprio la presenza dalla madre in ansia per lei.

La futura mamma invece aveva bisogno di tutta la sua energia per accompagnare i suoi figli lungo il percorso.

Così la donna è stata invitata ad attendere in hotel mentre la figlia affrontava il travaglio.

Giunti a giovedì sera, finalmente Lana ha avuto contrazioni così forti da poter dare alla luce il primogenito: Zaanti, anche grazie al continuo sostegno della levatrice e del compagno che le rammentava quanto lei fosse una persona forte, in grado di gestire la situazione.

Alla felicità per l’arrivo del bimbo però si è unita l’ansia per la nascita della seconda, che era ancora nel suo grembo e non accennava a voler uscire.

In tutto il suo percorso, dobbiamo ricordarlo, Lana, che è un’insegnante di yoga, ha fatto ricorso alle sue risorse interiori, alla meditazione, ai consigli della sua terapeuta e soprattutto alla fiducia nel suo corpo e nelle proprie capacità.

La terapeuta inoltre è stata di notevole aiuto a Lana quando si è scoperto che la piccola Miela si era messa in posizione trasversale (in teoria non sarebbe potuta nascere con parto naturale).

Concentrandosi profondamente, massaggiandosi la pancia e tentando di entrare in contatto con la figlia, per invitarla a cambiare posizione, Lana ha infine ottenuto che Miela fosse pronta per nascere.

I figli di Lana sono nati forti e sani e questa incredibile mamma dichiara che l’esperienza le ha permesso di entrare in armonia con le bellezze del mondo, anche a livello spirituale.

Aver vissuto in questo modo il parto, un travaglio lungo 6 giorni e con ben 33 ore di distanza tra un parto e l’altro, ha insegnato a Lana molte cose.

Innanzitutto la pazienza, il lasciare che tutto accada al proprio ritmo.

Inoltre la sua stessa determinazione le ha infuso un’enorme fiducia in se stessa, nel suo istinto di madre e nelle sue possibilità di prendersi cura dei propri bambini. Di essere quindi una brava madre.

E voi unimamme cosa ne pensate della scelta di questa giovane madre? Come pensate avreste affrontato le sue stesse difficoltà?

Firma: Maria Sole Bosaia

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