“I pedofili sono come drogati”, parola di un poliziotto che caccia gli”orchi”

La lotta quotidiana della polizia postale per arrestare i pedofili e salvare i bambini.

pedofiliaI pedofili, spesso, sono persone insospettabili: sono artigiani, professionisti, imprenditori, operai, studenti, in prevalenza uomini che adescano e condividono materiale pedopornografico in rete.

“Sono come drogati” spiega un poliziotto della Polizia Postale che, come lavoro, dà la caccia a queste persone “la loro droga è la pedopornografia”.

Si infiltra nei forum, nelle chat e in tutte le comunità virtuali per riuscire ad arrestare i colpevoli di questi crimini orrendi, tenendo comunque presente che la priorità è sempre quella di salvare i bambini.

Pedofilia: la lotta della polizia in rete

“Spesso le operazioni durano mesi, nei forum online la diffidenza verso i nuovi arrivati è alta” aggiunge il poliziotto che trascorre le giornate davanti a dei monitor per poi partecipare ai blitz quando scatta l’arresto.

“Magari ho parlato con questa persona in rete per mesi. Quando lo vedo in faccia non provo rabbia. Vorrei dirgli: “Io so chi sei, conosco tutti i tuoi fantasmi. Quindi per te è finita, stavolta abbiamo vinto noi” dichiara.

Con il recente avvento del peer to peer vengono condivisi enormi quantità di materiale pedo pornografico. Per farlo viene usato il darknet, ovvero reti anonime che risiedono nel deep web, la parte sommersa di internet.

“L’inimmaginabile. Laggiù c’è l’inimmaginabile” accenna l’uomo.

Uno dei siti più pericolosi è la Lolita City, che ora però è stato chiuso. Un altro invece è Playpen, che nel marzo del 2015 contava 215 mila iscritti.

Per entrare in questi circuiti bisogna scambiare materiale pedopornografico:

  • scatti di ragazzini adescati in rete
  • immagini rubate dai profili Facebook di mamme e papà
  • filmati di violenza sessuale sui minori, anche piccolissimi
  • filmati di abusi su commissione: i bambini mostrano un foglio di dedica al cliente

Inoltre i pedofili sono molto prudenti, usano sempre un nickname ed è quasi impossibile risalire all’indirizzo internet degli utenti.

Per fortuna c’è molta collaborazione tra le varie polizie che si scambiano informazioni in tempo reale, tra di esse quella italiana è una di quelle più all’avanguardia.

I pedofili infatti “sono professionisti del crimine, viaggiano su strade veloci, noi ne abbiamo di altrettanto rapide” spiega Carlo Solimene, direttore della divisione investigativa della Polizia Postale.

Oltre alla pedofilia online ci sono anche altri problemi come il cyberbullismo, oppure il sexting, ovvero l’invio da parte dei ragazzi di selfie sessualmente espliciti.

“Quelle immagini ti restano dentro, ti segnano dentro” conclude il poliziotto, padre di una bimba di 3 anni, ben deciso a proteggerla da questi orrori.

Unimamme voi cosa ne pensate dell’impegno di queste persone e del lavoro svolto?

Noi vi invitiamo a leggere i consigli per aiutare i bambini a non cadere nelle mani dei pedofili.

 

 

 

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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