Perchè Einstein era un genio?

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dei ‘segreti del cervello’: cosa aveva il cervello Einstein di diverso?

Andiamo avanti nel nostro percorso volto ad una migliore comprensione dei meccanismi che animano il funzionamento del  cervello umano: precedentemente abbiamo dato particolare attenzione al periodo in cui, tra 0 e 5 anni, si formano le prime connessioni neurali, sulle cui basi si reggerà in seguito l’intera architettura del cervello.

Per farvi comprendere ancora meglio quanto sia importante lo sviluppo di tali connessioni, abbiamo deciso di rendervi partecipi di una illuminante scoperta. Tutti sappiamo chi era Albert Einstein: un uomo che a soli 26 anni pubblicò 4 articoli che contribuirono in modo sostanziale alla fondazione della fisica moderna e che cambiarono la visione dell’uomo su spazio, tempo, massa ed energia.

Cosa pensereste se vi dicessi che l’emisfero destro e quello sinistro di questo uomo erano connessi tra loro in maniera migliore rispetto ad altri comuni mortali e che ciò ha probabilmente contribuito alle sue brillanti scoperte?

Ad ipotizzare questa teoria è tra gli altri Weiwei Men, studioso del Dipartimento di Fisica dell’Università della Cina dell’Est, che ha sviluppato una tecnica attraverso la quale è riuscito a descrivere dettagliatamente  il largo fascio di fibre che connetteva i due emisferi cerebrali di Einstein.

La tecnica dello studioso prevede la misurazione della lunghezza e dello spessore dei nervi nel punto in cui passano da un emisfero all’altro; ciò mostra come in alcune regioni specifiche i due emisferi siano particolarmente connessi, in modo tale da permettere lo svolgimento di diverse funzioni.

Attraverso questa tecnica gli scienziati hanno comparato le misurazioni di Einstein con quelle di un uomo di 15 anni più vecchio e con quelle di un uomo che nel 1905 aveva 52 anni come il famoso luminare.

 

Firma: Paola Giglio

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