Perché i bambini ridono? Cosa vogliono comunicare? Lo svelano gli esperti

Da una approfondita ricerca inglese emergono le cause ed il significato dei primi sorrisi e delle prime risate dei bambini. Stupefacente!

bebè ride

Già a pochi mesi i bambini ci parlano, comunicano, con i loro gorgheggi e sguardi. Vi abbiamo parlato di come alcune ricerche ha dimostrato quali sono i modi in cui già a pochi mesi comunicano con noi, e di come stia a noi capirli.

Uno dei loro modi di comunicare è proprio il sorriso. Basta una faccia buffa o il solletico sul pancino per far sorridere un neonato, ma vi siete mai chiesti come mai i bambini ridono proprio per queste cose?

Ecco che una ricerca inglese ha dato la risposta a questa domanda. Lo studio è stato condotto attraverso la supervisione delle risposte al questionario che il  Dottor Caspar Addyman, della London Birkbeck University, ha creato appositamente per questa ricerca.

Le risposte al questionario sono giunte da ben 1.400 genitori di 25 differenti nazionalità e forniscono quindi un buon sostegno delle tesi che vi presentiamo.

Ecco quale tipo di domande sono state poste ai genitori:

  • se i bambini ridono più con papà o con la mamma
  • quando hanno sorriso per la prima volta
  • cosa li fà ridere (gesti, smorfie, voci, solletico)

inoltre  gli è stato chiesto di inviare dei video esaminati poi, insieme al test, come dati.

Ecco le conclusioni cosa è venuto fuori dalle risposte:

  • contrariamente a ciò che si pensa la risata è presente già in età precoce. Nella statistica generale il 90% dei bambini ride entro i primi due mesi di vita, ma la cosa straordinaria è che in alcuni casi questo avviene addirittura nelle prime settimane di vita.
  • I maschi ridono più delle femmine: 50 volte al giorno contro i 37 delle femminucce.
  • nel primo anno di vita il sorriso è come se rappresentasse il contrario del pianto:
    • mentre con il pianto i bambini indicano cose che non vanno,
    • sorridendo comunicano il contrario.
  • il sorriso non è scaturito da gesti o solletico, ma è scatenato dai legami che il bambino ha o instaura con le persone con cui comunica.

In merito all’ultimo punto, la ricerca sta “sfatando” alcuni miti:

  • il solletico: non è tanto il solletico, quanto il tocco e poi man mano che i bimbi crescono, l’attesa del tocco che fa ridere i bambini
  • nascondino: quando un adulto si copre il viso e poi si mostra la bambino, questi ride, ma poichè i bambini di pochi mesi non hanno memoria, ogni volta per loro è scoprire una faccia conosciuta e quindi esprimono felicità
  • lo specchio: quasi tutti i bambini che si guardano allo specchio ridono, ma non è perchè si riconoscono, in quanto ricerche dimostrano che fino ai 18 mesi i bambini non hanno coscienza di essere loro i bimbi nello specchio
  • durante il bagnetto: il bambino è contento di trovarsi nell’acqua e della presenza dei genitori.

Capire i bambini aiuta anche a capire gli adulti . I bambini sono piccoli scienziati. Essi stanno scoprendo il mondo e attraverso di loro noi siamo in grado di scoprire una grande quantità di cose” – ha affermato il Dottor Addyman. 

Insomma, uno studio che fornisce ulteriori chiavi di lettura dei nostri cuccioli. Che ne pensate? Vi piacerebbe contribuire con le vostre esperienze? Cliccando qui accederete al sito che si occupa della ricerca.

Firma: Manuela Leone

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