Il parto è doloroso: ecco perché secondo la scienza

Perché partorire è doloroso? Diversi studi hanno provato a rispondere.

bacino

Partorire è un processo lungo e doloroso. E può essere anche pericoloso: secondo i dati raccolti dall’OMS ogni giorno, 803 donne, muoiono durante il parto o la gravidanza a causa di complicazioni. Ma perché ciò accade?

Bacino, travaglio e parto: la scienza indaga i motivi per cui si soffre

Il problema del parto è stato studiato dagli scienziati a partire dalla metà del 20° secolo.

Secondo alcuni i problemi sono iniziati con i primi protagonisti della linee evolutiva: gli ominidi. Sono stati loro a cominciare a camminare su due gambe, ciò ha influenzato la regione pelvica facendola restringere. A differenza della maggior parte dei primati infatti, che presentavano un canale del parto dritto, gli ominidi, avevano un canale del parto distorto, e con forme e lunghezze diverse. I piccoli doveva attorcigliarsi e girarsi per nascere.

Due milioni di anni fa le cose sono cambiate nuovamente. Il corpo si è allungato, le braccia si sono accorciate e il cervello cresciuto. I piccoli quindi avevano teste più grandi mentre le mamme avevano ancora un bacino stretto per poter camminare correttamente.

Il parto era quindi diventato doloroso e pericoloso.

Nel 1960 l’antropologo Sherwood Washburn, come si legge su BBC, ha nominato questo cambiamento “dilemma ostetrico“, di cui si parla ancora oggi.

Tale teoria di Washburn perde credibilità quando sostiene che per risolvere il problema gli ominidi hanno iniziato a partorire i bambini prima dello scadere del tempo, a uno stadio iniziale del loro sviluppo, rimanendo così di piccole dimensioni per passare più facilmente nel canale del parto. . Motivo per cui quando nati i bambini non possono vivere autonomamente, ma continuano a dipendere dalla mamma.

Un’altra scienziata, Holly Dunsworth, non è però d’accordo. Una gravidanza umana dura mediamente 38-40 settimane mentre i gorilla partoriscono alla 37°. Dunsworth e il suo team hanno sottolineato che la gravidanza umana dura più di quanto durerebbe quella di una scimmia della nostra taglia.

Stessa cosa per il cervello: le donne partoriscono bambini con un cervello più grande di quello di una scimmia delle nostre dimensioni.

Un presupposto centrale del dilemma ostetrico è la convinzione per cui il bacino femminile è molto ristretto per la nostra abitudine di camminare dritti su due gambe.

L’evoluzione avrebbe potuto risolvere tutto facilmente rendendo i fianchi delle donne un po’ più larghi, così come il loro canale del parto.

Nel 2015, un’altra ricercatrice e la sua squadra hanno stabilito, dopo aver raccolto dati metabolici di volontari sottoposti a test di camminata e corsa e non aver visto differenze legate all’ampiezza del bacino, che nulla potrebbe impedire al genere umano di avere fianchi più larghi per facilitare il parto, intaccando così l’idea del dilemma ostetrico.

Un’altra scienziata di nome Helen Kurki ha osservato come mai il canale del parto sia così diverso da donna a donna, per taglia e forma, mentre se si dovesse seguire la legge dell’evoluzione naturale, dovrebbero esserci minime differenze.

Secondo Holly Dunsworth, inoltre mancava ancora qualcosa di fondamentale per chiarire il puzzle, ovvero: l’energia. Verso la fine della gravidanza si esauriscono le forze, il cervello, in modo particolare, necessita di moltissime energie. Alimentare un secondo cervello nel proprio grembo può spingere letteralmente al limite una donna.

Ecco quindi la sua ipotesi chiamata l'”ipotesi dell’energia della gestazione e della crescita” secondo la quale il momento della nascita viene stabilito dalle difficoltà di continuare a nutrire e sviluppare un feto oltre le 39 settimane.

Secondo Dunsworth e Kurki non è vero che il canale del parto sia troppo stretto rispetto alla testa del bambino: nella maggior parte dei casi il feto ci passa.

Ritornando alla cifra delle donne che muoiono di parto ogni giorno tutti possono notare che si tratta di una cifra estremamente elevata. Secondo lo scienziato Wells: “è impossibile pensare che il problema sia mai stato peggiore di così”.

Secondo gli studiosi, nel periodo dei primi agricoltori il parto era diventato più rischioso. Gli agricoltori erano più bassi di statura forse a causa della dieta ricca di carboidrati ma non particolarmente nutriente, soprattutto se paragonata a quella ricca di proteine di quando ancora la popolazione era nomade e gli uomini si nutrivano di cacciagione. Questo avvalora una delle convinzioni di Wells, secondo cui c‘è un legame tra l’altezza di una donna e la taglia e la forma del suo bacino. Generalmente più una donna è bassa e più saranno stretti i suoi fianchi. Ecco perché, secondo gli studiosi, la nascita è diventata più difficile.

L’effetto rivoluzionario dell’agricoltura”, prevedendo una dieta diventa scarsamente nutriente, ha anche incentivato la crescita del feto, rendendo la nascita ancora più pericolosa.

Secondo Wells lo stato nutrizionale della mamma va dunque associato con il tasso di mortalità delle partorienti e le difficoltà a partorire.

La questione però va ulteriormente approfondita, perché il corpo delle donne, per esempio, cambia con l’età.

Un recente studio del 2016di Marcia Ponce de Léon e di Christoph Zollikofer ha studiato comei fianchi di uomini e donne cambiano con l’età. Si é infatti scoperto che il bacino di una donna assume una forma più propensa a favorire il passaggio di un bimbo sul finire dell’adolescenza e rimane così fino a 40 anni. Dopo diventa meno accogliente per i bimbi, e si prepara per la menopausa. Questa teoria è stata chiamata “dilemma ostetrico nello sviluppo

Ma non è finita. Sempre Fischer e Mitteroecker hanno elaborato un‘altra teoria sul parto. Mentre gli studi precedenti suggerivano che bimbi più grandi avessero maggiori chances di sopravvivenza e che la taglia alla nascita fosse ereditabile, questo avrebbe potuto far sì che bimbi sempre più grandi avrebbero avuto problemi dato il limite di contenimento del bacino delle mamme.

Gli scienziati però hanno obiettato che ora siccome molti bambini nascono con il parto cesareo, e quindi il bambino non deve passare nel canale del parto, i bambini diventeranno “più grandi”. Ma questo è ancora tutto da provare.

Sicuramente si tratta di teorie molto affascinanti, voi unimamme cosa ne pensate?

Noi vi lasciamo con uno studio su come il legamento che lega l’osso sacro alle ossa della seduta possa aiutare o contrastare il travaglio.

Firma: Maria Sole Bosaia

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