“Con lei impariamo a vedere”: gli alunni a una professoressa non vedente

L’emozionante storia di una professoressa di storia e filosofia che ha conquistato alunni, famiglie e colleghi.

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Era ora, finalmente dopo tanti episodi negativi sul tracollo della scuola e sulla mancanza di collaborazione e dialogo tra scuole e famiglie, oggi possiamo e vogliamo scrivere della professoressa non vedente che ha conquistato tutti. Ecco la sua storia.

Professoressa non vedente conquista studenti, famiglie e colleghi

Questa volta è la storia di Daniela Floriduz, professoressa di filosofia e storia in un liceo classico, il Leopardi-Majorana, a Pordenone, ad avere gli onori della cronaca.

Daniela è una docente non vedente dalla nascita che, superando ostacoli oggettivi e insormontabili, è riuscita a far breccia dei cuori dei suoi studenti e a far amare loro le sue materie.

La professoressa, che, nel 1978, è stata la prima bambina non vedente a essere inserita in una classe di bimbi normodotati, si è particolarmente emozionata quando una delle sue studentesse le ha sussurrato all’orecchio “Prof, con lei ho imparato a vedere”.

Ha scoperto, in questo modo, di aver raggiunto il suo obiettivo, quello di riuscire a trasmettere ai suoi studenti le sue conoscenze.

La professoressa, che è anche presidentessa dell’Unione italiana ciechi della provincia di Pordenone, intervistata sul Messaggero Veneto ha così raccontato la sua esperienza da docente liceale e il suo rapporto diretto con gli studenti che tanto la ammirano e la seguono: “Ma chi l’ha detto che la scuola va a rotoli? I miei studenti vogliono dire che sono riusciti a guardare la realtà oltre la superficie. Insegno loro a scardinare il primato della vista. Mi batto per fare in modo che aumenti il numero degli insegnanti non vedenti perché siamo un valore aggiunto per dare concretezza alla cittadinanza, al modello educativo di integrazione”.

Per evitare che i ragazzi si distraggano durante le lezioni la professoressa tiene lezioni interattive e li coinvolge tutti, nessuno escluso. Utilizza il Pc con il sintetizzatore vocale e la tavoletta Braille e, per superare le barriere fisiche e mentali, dichiara: “La cecità costringe a cercare nuove strade e nuove metodologie. Mi piace molto fare questo mestiere perché imparo io stessa dai miei studenti”.

Alla domanda su come fa a sapere se i suoi studenti copino durante le verifiche, lei risponde che non lo fanno sia perché ad affiancarla c’è sempre un assistente e sia perché i ragazzi la rispettano e non le farebbero questo affronto.

Non potendo vedere ciò che le succede intorno riesce a ovviare con gli altri sensi, primi tra tutti tatto e udito, e di quest’ultimo parla spiegando di come sia importante per cogliere lo spazio. E a tale riguardo, racconta di una prova che fa fare ai suoi studenti: essere bendati in una stanza buia e “ascoltare” così il loro corpo.

Le ultime parole della Floriduz riguardano le sue ambizioni, infatti conclude l’intervista dichiarando: “Il mio prossimo obiettivo è la formazione degli educatori, la proposta di stage nell’alternanza scuola-lavoro all’Uic per gli studenti e cambiare la “Buona scuola” che non tiene conto di un fattore: ognuno vive l’handicap a modo suo”.

E voi unimamme cosa ne pensate di questa professoressa che davvero non conosce ostacoli e che tanto arricchisce i suoi studenti?

Firma: Francesca Nicoletti

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