Ragazzi omosessuali cacciati di casa con la scusa della religione (VIDEO)

La maggior parte dei ragazzi “senzatetto” in America è stata cacciata di casa perché omosessuale, un’Associazione chiede l’intervento del Papa.

ragazzi senzatetto

Nonostante nei paesi come gli Usa i gay abbiano realizzato grandi conquiste c’è ancora molto da fare, soprattutto nei confronti dei ragazzi che vengono cacciati di casa per il loro orientamento sessuale (un po’ come il ragazzo gay adottato da una famiglia e poi rispedito indietro perché creava loro troppi problemi).

I dati sono impressionanti: il 40% dei 500 mila ragazzi che finiscono sulla strada  è gay e, per questo motivo, cacciato dalla propria famiglia.

Le ripercussioni di questo fenomeno sono devastanti se solo si pensa al tormento di questi ragazzi e ragazze che hanno la consapevolezza di non essere voluti dai loro genitori e sperimentano, già in tenera età, solitudine, fame e malattie.

I ragazzi gay che vengono abbandonati dai loro genitori hanno oltretutto maggior probabilità di tentare il suicidio rispetto a quelli che invece vengono accettati.

Per tutti questi motivi la Ali Forney Center , un’associazione americana in prima linea per aiutare i ragazzi gay, ha deciso di rivolgersi direttamente a Papa Francesco, tramite una lettera pubblicata sul New York Times.

Come accennato il motivo principale per cui questi giovani diventano homeless sono le convinzioni religiose dei genitori. Rivolgendosi direttamente al capo della Chiesa la Ali Forney Center si appella al senso di compassione di Papa Francesco, che ha giàdato un segnale di apertura nei confronti degli omosessuali con la sua famosa frase: “chi sono io per giudicare i gay?”, evidentemente però passata inosservata a gran parte della comunità cattolica americana.

Il senso di compassione dovrebbe essere insito nella religione cristiana, che predica l’Amore e non dovrebbe tollerare la persecuzione nei confronti degli omosessuali e giudicare la condanna dell’omosessualità come crudele e sbagliata.

Le vite di questi ragazzi, che hanno in comune l’abbandono delle famiglie e il divieto di tornare a casa vengono segnate per sempre e questo non è più accettabile.

Oltre al The Ali Forney Center è stata attivata anche la Nationa Campaign Youth Shelter che chiede al governo federale americano un posto sicuro per i giovani homeless.

Noi speriamo che il Papa e altri rappresentanti della Chiesa Cattolica accettino l’invito di queste associazioni e promuovano una cultura dell’accoglienza verso i giovani omosessuali e non di chiusura e rifiuto.

E voi unimamme, che ne pensate?

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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