7 regole educative per evitare i capricci dei bambini e la frustrazione di mamma e papà

Consigli su come educare i bambini al rispetto, a intrattenersi da soli e ad evitare capricci e scenate.

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Unimamme, per fare andare avanti il vostro ménage famigliare, cercare di riportare un po’ di ordine e serenità in casa vostra dovete imporre delle regole, a voi stesse e ai vostri piccoli, per evitare che la vostra vita diventi un caos pieno di frustrazioni che finiscono per riversarsi sui vostri bimbi.

Saggiamente, il portale Parentig. com, ha radunato alcune brillanti regole di educazione che potrebbero tornarvi utili, vediamole insieme.

7 regole sull’educazione per i bambini, ma anche per mamma e papà

  1. Non si può stare nella stessa stanza mentre lavoro, a meno che non lavori anche tu“. Obiettivo: spingere il tuo bimbo a collaborare o farlo smettere di infastidire. Potranno non pesarvi i lavori di casa, ma se in mezzo ci sono i vostri bimbi che vi pressano con continue richieste allora la situazione potrebbe iniziare a diventare frustrante. Certo potreste spiegare loro che li accontenterete non appena appesi i vestiti ad asciugare e che se piegate tutti insieme la biancheria la mamma sarà disponibile prima, ma i piccoli sanno che comunque la mamma presterà loro attenzione quando avrà finito quindi non saranno motivati ad aiutarla. Due constatazioni vi possono aiutare:
    1.  i bimbi vogliono stare con voi il più possibile
    2.  non potete forzarli ad aiutarli in un modo che vi sia davvero utile. Invitateli a rimanere ed aiutare o andare da un’altra parte. Funziona perché: non vi importa quello che sceglie, ma sarà il bimbo ad avere il controllo e decidere in modo consapevole.
  2. Non lavoro oltre le 20.” Obiettivo: una messa a letto regolare per i bimbi e un po’ di tempo libero per voi. Non potete annunciare blandamente una regola e pretendere che venga rispettata, dovete essere voi le prime a farlo. Per esempio dopo una certa ora (le 20, o anche le 21 a seconda dei vostri orari) annunciate che non potete fare più nessun “lavoro da mamma”, come leggere libri, giocare, fare bagnetti, siate ferme e risolute come se fosse davvero una legge e voi foste Cenerentola dopo Mezzanotte. Vedrete che le cose cambieranno, i partner saranno più disponibili ad offrirvi aiuti e i bimbi, una volta capito l’andazzo, correranno a mettersi il pigiama e prepararsi per la notte. La regola è principalmente per voi e sarete voi da incolpare se non funziona. Funziona perché non state dicendo a nessuno cosa fare, ma dovrete fare i conti con voi stesse se non funzionerà.
  3. “Puoi avere solo questo e non arrabbiarti.” Obiettivo: non mercanteggiare coi figli su chi ottiene il latte nella tazza rossa pregiata o chi in quella verde. Il vecchio adagio “la vita non è giusta” e, per conseguenza, “non arrabbiatevi” ha un suo valore. Forse all’inizio potreste essere un po’ scettici al riguardo, ma vedrete che una volta che ci farete l’abitudine vi stringerete intorno con sollievo. Questo vecchio detto funziona, eccome e piuttosto che concentrarsi su un concetto astratto di equità, parla direttamente alla situazione a portata di mano.
  4. “Vai a fare spettacolo da un’altra parte“.Obiettivo: pace e tranquillità. Volete che i vostri figli siano sì allegramente rumorosi quando lo desiderano? Bene, ma forse non vi sembra necessario essere voi le vittime destinate a subire il loro gioiso baccano mentre magari siete al telefono. Così potreste trovarvi a dire che sono liberi di cantare, colpire, cantilenare e miagolare quando vogliono, ma non lì e lo stesso vale per capricci e imbronciature. Potreste riassumerla così: “sono pronto ad ascoltare quando sarai pronto per parlare” dopodiché potete uscire dalla stanza. Funziona perché dà ai bambini una scelta, piuttosto che una proibizione e lo fa senza che si sentano rifiutati.
  5. Non si discute sui soldi“. Obiettivo: interrompere le implorazioni e le suppliche per cose di poco conto. Questa regola deve essere applicata in modo coerente per essere efficace, ma in pratica consiste nel dire di sì o no a ogni richiesta di acquisto del vostro bimbo, ma senza discuterne. Se il vostro piccolo protesta ripetete con calma, come un mantra, che non si discute sui soldi. La chiave del successo è che dovete avere il coraggio delle vostre convinzioni e non litigare. Aggiungete poi la calma ripetizione del concetto. Si tratta però di un’arma a doppio taglio, sappiatelo. Quando i vostri figli vorranno spendere i loro soldi mettete in evidenza gli eventuali errori, date loro consigli sull’acquisto, ma alla fine della giornata non scavalcateli a meno che non si tratti di una questione di sicurezza o salute. Dopotutto non discutete sui soldi, i piccoli faranno anche scelte sbagliate, ma impareranno dai loro errori. E imparerete  a godervi di più l’idea di fare acquisti con loro. Funziona perché si sposta l’attenzione dalla situazione di piagnucolio e minaccia alla politica finanziaria. Si cambia atteggiamento perché non si sta più discutendo se debbano avere un’altra gomma o un altro giocattolo di plastica, ma invece si riflette su un ragionevole valore familiare.
  6. “Non ti capisco quando parli in quel modo”. Obiettivo: fermare i piagnucolii, le urla e la maleducazione in generale. Questa regola necessita di un’applicazione religiosa per funzionare. Voi dovete annunciare un’incomprensione quando il vostro bimbo vi ordina (invece di chiedere) di fare qualcosa, si lamenta o vi parla in un modo che non vi piace. Sussurrare aiuta, serve a livellare le cose e abbassare di una tacca la scala di quel che sta bollendo in pentola. Si tratta di uno strumento per evitare un’escalation del conflitto, così, con calma, ripetete la regola qualche volta, non fatevi attirare dall’idea di alzare la voce. Un bambino che piagnucola o è scortese sta chiaramente richiamando l’attenzione e drammatizzando l’evento, quindi usate questo strumento per evitare entrambi. Funziona perché autorizza il bambino suggerendo che ha qualcosa importante da dire (se lo dice con educazione) e consente di invalidare completamente una presentazione maleducata.
  7. La noia non esiste. Obiettivo: prevenire che tuo figlio dica: “sono annoiato”, insegnategli a divertirsi. La prima volta che i vostri piccoli se ne saltano fuori con un’affermazione simile potreste ribattere che la noia non esiste, ma che esiste solo il fallimento dell’immaginazione o pigrizia mentale. Fate in modo che l’onere del divertimento pesi sulle spalle dei vostri bimbi, dove è giusto e volete che sia. Funziona perché in poco tempo i vostri figli impareranno che la noia può anche non esistere e cambieranno anche i termini del dibattito, da una sfida per voi (dammi un gioco, lasciami guardare la tv) a una per loro. Se i bambini imparano a divertirsi da soli la noia non esisterà. E sarà un dono che durerà tutta la vita.

 

Unimamme, pensate che questi accorgimenti vi aiuteranno a vivere più serenamente il rapporto coi figli?

In caso di necessità potreste guardare anche le 15 regole educative di un noto psicologo per ulteriori consigli.

 

 

 

 

(Fonte: Parenting.com)

Firma: Maria Sole Bosaia

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