Una bambina di 3 anni fa una sconvolgente confessione alla mamma (FOTO & VIDEO)

Preveniamo gli abusi sessuali sui bambini grazie ai consigli di una campagna inglese che aiuta a difendere i nostri figli da eventuali pedofili, imparando dall’esperienza di una mamma.

Abuso-bambini

Unimamme, noi vorremmo che i nostri figli fossero sempre al sicuro, purtroppo però, nel mondo, ci sono persone malate che vogliono far loro del male ed è per questo motivo che dovremmo trovare il modo di parlare di abusi sessuali anche ai più piccoli.

Abusi sessuali sui bambini: come prevenirli

Un’ignara mamma inglese ha scoperto nel modo più scioccante che la figlia di 3 anni era stata molestata da un amico di famiglia di cui lei e il marito si fidavano e di cui non sospettavano nulla.

La mamma della piccola che chiameremo rispettivamente Rachel e Hanna, per tutelarne l’identità, ha scoperto l’abuso in modo casuale rivolgendo una domanda alla figlia dopo aver visto il video della campagna “Pants” (mutandine) che verte su alcuni semplici, ma fondamentali concetti.

  • P (private, come privato): spiegate ai vostri bimbi che nessuno deve chiedere di vedere o toccare le loro parti intime. Qualche volta dottori, infermiere o membri della famiglia possono farlo. Avvertite questi casi sono ok, ma che le persone autorizzate devono sempre spiegare perché e chiedere il permesso.
  • A (always, sempre): ricordate ai piccoli che sono loro i padroni del proprio corpo. Nessuno ha il diritto di fargli fare cose che li fanno sentire a disagio. E se qualcuno ci prova consigliate ai vostri bimbi di dire no.
  • N: no significa no. Fate comprendere ai piccoli che devono dire no quando non vogliono essere toccati, persino da qualcuno della famiglia o qualcuno che amano.
  • T (talk, parlare): spiegate la differenza tra segreti giusti segreti cattivi. La frase “Questo è il nostro piccolo segreto” è una delle frasi ricorrenti usate dai pedofili. I segreti “giusti” sono cose come una festa a sorpresa o regali per le altre persone. Quelli cattivi invece rendono tristi, spaventati e preoccupati.
  • S (speak up, someone can help, tirar fuori le cose, qualcuno può aiutare): dite ai bambini che se si sentono tristi, in ansia o spaventati dovrebbero parlare di queste cose con un adulto. Può essere anche un insegnante o un amico.

Il caso della piccola Hannah molestata da un insospettabile amico di famiglia

“Non pensavo di parlare di abusi sessuali con Hanna prima dei 3 anni, perché non credevo che potesse succederle a quell’età. Non pensavo che potesse accadere a noi. Non molto tempo dopo aver sentito di questa campagna, mentre stavo applicando un po’ di crema dove le mutandine avevano strofinato sulla pelle, ho colto l’occasione per parlare con lei” ha confessato la donna al Daily Mail.

Rachel ha detto alla figlia: la zona coperta dalle mutandine è tua. Nessuno può toccare quell’area“.

Naturalmente, la donna si aspettava che la bimba rispondesse che aveva capito e che andava tutto bene, invece la piccola ha detto che Ron (il loro amico di famiglia) ci posava le dita.

La donna è rimasta allibita dalla confessione della figlia perché l’uomo, Ron Wood, era loro amico da 10 anni e mai lei avrebbe sospettato che poteva trattarsi di un pedofilo.

“Mi sono sentita tradita, non avremmo mai immaginato che qualcosa del genere potesse succedere a nostra figlia, non l’avevamo mai lasciata completamente da sola con lui. Frequentavamo spesso Ron e sua moglie e da quello che ci ha raccontato nostra figlia lui coglieva ogni occasione per abusare di lei. Ogni volta che giocavano a nascondino lui diceva alla bimba di nascondersi in camera da letto per abusarne” ha riferito Rachel.

In seguito i genitori della piccola hanno chiamato la polizia per ulteriori accertamenti. Il successivo esame medico ha confermato la versione della bimba.

Nel corso delle investigazioni Hannah ha aggiunto che Ron l’aveva toccata anche in altre parti mentre le diceva che lei era la sua piccola principessa.

La piccolina ha dovuto testimoniare in tribunale tramite video per far sì che il suo molestatore fosse incarcerato.

“Noi abbiamo detto ad Hannah che bisognava andare in tribunale per quello che era successo con Ron e lei ha capito. Ero preoccupata della testimonianza tramite video ma è stato fatto di tutto per appianare le mie preoccupazioni e rendere l’esperienza il meno stressante possibile per la bambina” ha raccontato la mamma della bimba.

Hannah ha raccontato la sua drammatica esperienza con dovizia di particolari mentre i genitori la aspettavano fuori in trepidante attesa. A seguito della testimonianza della sua piccola vittima Ron è stato riconosciuto colpevole e condannato a una detenzione di 8 anni.

“Ci siamo sentiti sollevati nel sapere che era stato subito ritenuto colpevole” ha dichiarato la mamma della bimba, sollevata.

Dopo la sua esperienza Rachel esorta i genitori a parlare con i loro figli sulla “regola delle mutandine”.

“So che molti genitori potrebbero non essere a loro agio a parlare di queste cose coi figli, ma è un tema troppo importante per essere ignorato. Non voglio che accada a nessun altro” ha detto la donna.

Il consiglio della donna è quello di parlare con i bambini di abusi sessuali in una maniera comprensibile da loro, perché questa è l’unica arma per proteggerli.

“Non dovete fare un gran discorso, se ne può parlare come se fosse una cosa di tutti i giorni, dicendo loro che l’area sotto le mutandine è solo loro e che nessun altro dovrebbe toccarla e che se c’è qualcosa che li preoccupa di parlarne e non mantenere il segreto” rincara Rachel.

Unimamme, è davvero importante parlare di questi argomenti coi bimbi, anche se piccoli, per aiutarli a dire no. La storia di Rachel e sua figlia ci dimostra infatti che, purtroppo, tutti potrebbero trovarsi in questa situazione.

Voi cosa ne pensate?

 

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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