Salute e alimentazione: allarme alluminio nel latte per neonati

Dal latte liquido a quello in polvere, il rischio di sovraesposizione all’alluminio è altissimo secondo i testi di ricercatori francesi e britannici

Bambino pochi mesi mentre viene allattato con biberonA distanza di pochi mesi dai test britannici, anche i controlli francesi condotti dall’Istituto nazionale dei consumi indicano una contaminazione eccessiva di alluminio nei latti infantili.

Più della metà dei campioni analizzati contengono questo metallo potenzialmente tossico per il sistema nervoso e in quantità  che arrivano fino al 30%  del limite accettabile.

L’allarme in Italia è stato lanciato dal settimanale “Salvagente” solo qualche giorno fa.

Molti dei latti analizzati sono prodotti largamente distribuiti sia in Europa che in Italia. I campioni analizzati sono stati:

  • Latte in polvere : 19 marchi di latte per la prima infanzia (0/6 mesi) e 19 per la crescita (12/36 mesi)
  • Latte liquido : 9 marche di latte per la crescita (12/36 mesi)

La percentuale di alluminio riscontrata è in alcuni casi molto alta, ecco i risultati del test:

  • nei prodotti per la prima infanzia è stato riscontrato un contenuto di 152 microgrammi di alluminio per litro. Questo significa che se consideriamo che un lattante dai 0 ai 6 mesi si nutre in media di 840 ml al giorno, questo in una sola settimana ingerisce 870 microgrammi di alluminio.
  •  nei prodotti per la crescita, il livello medio di alluminio riscontrato è addirittura maggiore, 198 microgrammi al litro. Sempre considerata la quantità che un bambino ne consuma a settimana, circa 630 ml al giorno, in una sola settimana avrà assorbito 874 microgrammi di alluminio.
  • i latti con più alta presenza di alluminio sono stati il Doucéa 1 e il Nestlé Nidal Excel Ha 2, un bambino alimentato con questi latti assumerebbe circa il 30/32% della dose giornaliera di alluminio stabilita  dai limiti di legge.

Se consideriamo i risultati le concentrazioni sono basse in rapporto alla dose giornaliera tollerabile stabilita dall’ Efsa, l’Autorità europea della sicurezza alimentare. Questi limiti però sono fissati sull’intera popolazione, non per categoria o classe di età. Insomma, non è stata definita una dose tollerabile specificatamente per i lattanti.

Inoltre molti studi hanno messo in luce che la dose tollerabile fissata come standard non può valere anche sui lattanti, questo perchè i bambini sono molto più sensibili degli adulti  a queste sostanze.

Infine, ad aggravare queste considerazioni, in letteratura scientifica non è stato ancora provato che l’alluminio sia innocuo per la salute. E’ proprio questo ultimo aspetto ad alimentare un allarme pubblico sul tema.

Per questi motivi studiosi e consumatori chiedono più trasparenza da parte dei produttori e indicazioni chiare sulla presenza di alluminio sulle confezioni, oltre che maggiori controlli.

Voi Universomamme cosa ne pensate? Scriveteci di vostre conoscenze in merito.

Firma: Manuela Leone

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